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Intervento:

Progetto e direzione lavori della nuova sede della Fondazione Federico Zeri

Luogo:

Ex convento di Santa Cristina - Bologna

Progettisti:

Sergio Bettini

Commitente:

Fondazione Federico Zeri

Sponsor:

UniCredit Banca

Anno di redazione del progetto:

2005

Anno di esecuzione:

2006

Costo:

250.000 Euro

Imprese esecutrici:

Scaramagli & Borghi (opere murarie, imbianchino), Viabizzuno (illuminazione), Bi-Elle (opere in legno), Davide Foletti (opere di carpenteria), Ciem (impianti elettrici)

Dati dimensionali dell'intervento:

664,32 mq. superficie utile

Caratteristiche tecniche particolari:

Tavoli, librerie e apparecchi illuminanti realizzati su disegno

 

TRATTO DALLA RIVISTA:

EreditÓ Zeri: Ricerca nuova
Dal consistente lascito dello storico Federico Zeri all'Universita' di Bologna nascono i nuovi spazi per la ricerca umanistica

Il restauro del convento di Santa Cristina a Bologna adibito a nuova sede del Dipartimento di Arti Visive della Facolta' di Lettere e Filosofia, e' orgoglio e privilegio della citta' perche' ospita nei sui locali il primo centro di studi storico-artistici di tali dimensioni, da essere tra i piu' grandi poli di ricerca sul territorio nazionale. La Fondazione Federico Zeri appunto, voluta e creata grazie ai lasciti del noto studioso, ha la sua sede al secondo piano nel settore sud-occidentale dell'ex convento, complesso monumentale del Rinascimento, interessato da un impegnativo intervento di restauro conclusosi nel 2003.

L'impegnativo progetto della Biblioteca Federico Zeri vede come curatore l'architetto Sergio Bettini, che ha lavorato in stretta collaborazione con lo staff scientifico che si occupa della conservazione e della fruizione dei materiali conservati nella fototeca (in gran parte stampe alla gelatina e all'albumina) e nella biblioteca (oltre 47.000 volumi cui si aggiungono circa 37.700 cataloghi d'asta e 60 testate di rivista). L'allestimento di un centro di ricerca avanzata nel campo degli studi umanistici, altamente specializzato nell'ambito della Storia dell'arte, e' stato pensato tenendo in considerazione tre punti fondamentali per la pianificazione dell'opera: la conservazione di opere altamente degradabili e nello stesso tempo pero' la sua fruizione; un veloce e autonomo accesso ai volumi "a scaffale"; una corretta illuminazione sia dal punto di vista dell'opera (per non danneggiarla) sia dal punto di vista dell'operatore.

La distribuzione della Fondazione e' definita in due ali che formano una pianta ad L: la sala di lettura, fulcro del progetto, si sviluppa nel vasto salone con copertura a capriate, che in origine fungeva da dormitorio delle novizie, come dimostrano ancora la presenza di numerosi lavabi a muro che si intravedono dietro le scaffalature a parete e, ancora, nei fori a pavimento, coperti da un vetro per essere visibili, nei quali erano infilati sostegni lignei per divisori temporanei. Lo spazio, adibito a sala di consultazione, vanta 40 postazioni di lettura/lavoro, di cui 10 fisse, dotate ciascuna di accesso a internet (cavo o wireless), illuminazione propria a led e collegamenti elettrici.

L'illuminazione e' stata curata e personalizzata per limitare i danni derivati dall'esposizione alle fonti luminose tenendo conto che si tratta di materiali estremamente fotosensibili. Le quaranta postazioni, suddivise in tre isole definite da librerie basse, sono illuminate lateralmente da luce naturale e tutti gli ambienti sono illuminati da luce riflessa, in quanto la libreria e i tavoli delle postazioni consentono l'illuminazione generale grazie alle asole luminose collocate sulla sommita' degli scaffali e fra le postazioni di lettura affacciate. Una luce diffusa, questa, che mette in risalto la differente trama dei soffitti.

Le sei grandi lunette invece, incorniciate dalle scaffalature a parete, sono state illuminate dal basso verso l'alto, e costituiscono una utile sosta per gli incontri in sala fra lettori, per una consultazione veloce di un testo o in caso di eventi speciali (mostre, conferenze, ecc.). L'altra ala della fondazione situata nel braccio occidentale voltato, comprende la fototeca, gli uffici della biblioteca e dei catalogatori; nel punto di incontro si ritrovano gli uffici della direzione, dell'amministrazione e la scala di sicurezza. Entrambe le ali, compreso il ballatoio che insiste sulla biblioteca del dipartimento, sono occupate da scaffali a parete, secondo una disposizione che riprende una soluzione classica delle biblioteche del passato e che si presenta logica anche dal punto di vista del progetto strutturale, poiche' il peso dei libri e' sopportato dai solai nel punto piu' favorevole. Questa soluzione, infatti, non altera l'unitarieta' visiva dell'antico spazio, anzi ne esalta la sua particolarita'.

Arianna Salvatori

Progettisti

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