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Intervento:

Ristrutturazione e riuso dell'edificio Ex Gruppo Rionale XXVI Settembre per la sede della Fondazione Marco Biagi

Luogo:

Viale Storchi, 2 Modena

Proprieta':

Demanio, in uso gratuito e perpetuo all'Universita' degli Studi di Modena e Reggio Emilia per la sede della Fondazione

Progettisti:

Tiziano Lugli

Progetto:

Progetto architettonico:
Tiziano Lugli, Giorgio Ascari
Progetto e direzione lavori delle strutture:
Giovanni Sacchetti
Progetto e direzione lavori degli impianti meccanici:
Giuliano Goldoni
Progetto e direzione lavori degli impianti elettrici speciali:
Stefano Borellini
Valutazioni economiche e contabilitÓ dei lavori:
Tiziano Marchi
Elaborazione informatica:
Pier Giorgio Benatti, Alessia Della Casa,
Annalisa Gibertoni, Marco Lugli, Rita Galli
Coordinatore per la sicurezza in fase di progettazione ed esecuzione:
Claudio Tavoni
Studio acustico:
Alessandro Cocchi
Progetto Topakustik:
Chiara Pasti, Livio Consolino, Daniele Bincoletto

Commitente:

Agenzia del Demanio Universita' degli Studi di Modena e Reggio Emilia

Responsabile del procedimento:

Roberto Capuano - Agenzia del Demanio

Anno di redazione del progetto:

Progetto preliminare 2002; progetto definitivo 2003; progetto esecutivo 2004

Anno di esecuzione:

2004-2006

Costo:

5.700.000,00 Euro

Finanziamenti:

Agenzia del Demanio Universita' degli Studi di Modena e Reggio Emilia Fondazione Cassa di Risparmio di Modena

Imprese esecutrici:

Cooperativa di costruzioni Scarl Modena

Fornitori:

Deko collezioni srl (poltrone auditorium), Patt SpA Gruppo Fantoni (rivestimenti auditorium), Enterprise D.A. (impianti speciali), Gmep-Molpass srl (impianti scenotecnici), Isi SpA (copertura in acciaio e etro), I.T.I. impianti srl (impianti elettrici e meccanici), Camm industriale srl (carpenteria metallica), Ceteco srl (ascensori), Scalea snc (scale e parapetti in acciaio), Sighinolfi Antica Fraberia (opere da abbro), Vaneton srl (pareti in cartongesso e controsoffitti in fibra minerale), Ditta Luca di Somma (installatore Topakustik), Saam srl (carpenteria pannelli rivestimento), B.A. Controsoffitti (completamenti pannelli rivestimento)

Dati dimensionali dell'intervento:

2.655 mq. superficie territoriale; 1.650 mq. superficie coperta; 380 mq. spazi esterni di uso pubblico; 630 mq. spazi esterni privati; 2.045 mq. superficie calpestabile suddivisi: 440 mq. auditorium, 320 mq. spazidi supporto all'auditorium, 420 mq. Fondazione, 240 mq aree didattiche, 50 mq. servizi igienici, 110 mq. I luoghi della memoria, 70 mq. locali tecnici, 320 mq. spazi connettivi interni, 750 mq. spazi connettivi esterni, 1200 mq. intervento Topakustik

 

TRATTO DALLA RIVISTA:

Restauro ipertech
L'auditorium della Fondazione Marco Biagi a Modena fra sfida tecnologica e memoria civile

Il progetto, l'architettura, il restauro qualche volta vanno oltre la Storia. Cioe' proprio la superano in corsa e la forma torna libera, slegata da un passato di glorie e alterne vicende di degrado e disconoscimento, e pronta a essere testimone di un'altra partita di quella Storia maiuscola che incalza, nonostante tutto. Il complesso del "Gruppo Rionale Fascista XXVI settembre" edificato nel 1934 su progetto dell'arch. Guerzoni e ampliato poi nel 1938, divenne, dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, proprieta' del Demanio che diede l'edificio in uso alla Provincia. Fu cosi' prima scuola, poi, con un'autorizzazione del Comune del 1953, fu trasformata in stazione di distribuzione di carburante.

Nell'86, in concessione al Comune di Modena, e' nuovamente scuola, succursale dell'Istituto Professionale Corni. Nel 1995 il fabbricato, ormai in condizioni di degrado evidenti, ritorna al Demanio dello Stato. Solo nel 2002 e' finalmente affidato l'incarico per il progetto di restauro del manufatto: l'architetto Tiziano Lugli coniuga con serieta' progettuale e sincerita' filologica le nuove funzioni con la forma del passato senza indulgere a eclettismi di autocompiacimento. L'edificio, la cui ristrutturazione e' stata finanziata con il concorso dell'Agenzia del Demanio, della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena e con il contributo dell'Universita' degli Studi di Modena e Reggio Emilia, e' stato dato dal Demanio in concessione gratuita e perpetua all'Ateneo, che l'ha destinato a sede della Fondazione Marco Biagi. Il complesso e' di oltre 2.300 mq utili.

All'angolo di un parallelepipedo bianco intonacato, svetta la torre di mattoni rossi incisa dalle asole di finestre continue verticali. A terra, la base della torre e' ingabbiata da una telaio in cemento armato grigio scuro. A fianco si aprono tre grandi portali vetrati e di notte l'illuminazione esterna proiettata dal basso drammatizza gli spigoli. La grandiosa opera di restauro e riqualificazione tipologica - i lavori sono cominciati nel 2004 - ha fatto si' che in questi spazi si possa ora disporre di un auditorium da 328 posti e di una biblioteca specializzata in pubblicazioni internazionali e nazionali su temi del lavoro e delle relazioni industriali.

Oltre a questi, sono state realizzate aule per la didattica e la formazione, una sala informatica, una sala di lettura e uffici per ricercatori e dottorandi. L'ex "XXVI settembre" si trova proprio a ridosso del centro storico di Modena, tra viale Storchi e via Bacchini. Poco distante da qui, l'Ateneo dove ha insegnato Marco Biagi, professore di Diritto del Lavoro, ucciso a Bologna dalle Nuove BR nel marzo del 2002. Gia' all'indomani della sua scomparsa, dalla "sua" Universita' fu deliberato di istituire e intitolargli una Fondazione di studi internazionali e comparati sul diritto del lavoro e delle relazioni industriali. In meno di due anni - l'inaugurazione si e' tenuta a novembre 2006 - la sede della Fondazione e' stata completata, grazie al lavoro convinto ed efficiente di progettisti, direzione dei lavori, impresa, impiantisti.

Forse, e piace pensarlo, ha giocato anche la percezione consapevole del valore civile di questo restauro, che da' una casa a quell'impegno di ricerca e rinnovamento cosi' ignobilmente braccato e colpito a sangue freddo, con violenza criminale. Qui, ora, trovano spazio le attivita' della Fondazione, i cui scopi istituzionali sono quelli di promuovere e sviluppare l'internazionalizzazione della ricerca e della formazione, con specifico riguardo alle materie del mercato del lavoro, delle relazioni industriali e delle risorse umane. Il nuovo auditorium, il piu' spettacolare degli spazi ricavati all'interno del complesso "XXVI settembre", la cui fruizione e' stata allargata alla citta' di Modena, ospita, oltre ai convegni nazionali e internazionali organizzati dalla Fondazione, iniziative culturali e musicali pubbliche.

È uno spazio, quindi, che deve rispondere a esigenze acustiche diverse, da sala conferenze a sala concerti. Il lungo ambiente e' diviso in due sezioni dalla presenza della cavea a gradoni: la prima parte, in piano, e' coperta da un alto soffitto con faretti incassati, la seconda sale incontro a un grande lucernaio che si apre e si appoggia ad ali di gabbiano sopra a una tessitura di travi in acciaio "sciancrate" e ontroventate a X su moduli quadrati. L'intervento di progettazione acustica della Patt, azienda del gruppo Fantoni, specializzata in prodotti fonoassorbenti, ha utilizzato circa 1200 mq di pannelli ciechi, annelli fresati e doghe di Topakustik, fissati a rivestimento di tutte la pareti perimetrali e del soffitto.

Per l'intero involucro la finitura scelta e' ciliegio new elegance. Per la realizzazione delle strutture etalliche, in parte pre-approntate in fabbrica, in parte in opera, e' stata coinvolta l'agenzia locale Fer Trading. Il progetto Topakustik e' stato curato dagli architetti Chiara Pasti Livio Consolino e Daniele incoletto. Uno degli elementi piu' interessanti del sistema e' sicuramente la "conchiglia" del palco, una struttura costituita da una parete verticale di oltre tre metri di altezza e da una copertura curvata e drappeggiata" che la raccorda dinamicamente al soffitto. Anche i pannelli mobili, che con una rotazione libera di sette gradi regolata da motori elettrici consentono di adattare l'acustica ai differenti eventi spitati, sono montati su un'intelaiatura metallica e separati da profili a C in alluminio verniciati grigio grafite: il filo orizzontale dei pannelli risulta, nella accurata messa in opera, perfettamente allineato. Della truttura originaria, i pilastri in muratura stondati scandiscono la profondita' di questa cassa armonica dedicata a restituire la eco di un riconoscente ricordo.

Lucia Maracci

Progettisti

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