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Intervento:

Progetto architettonico Centro Sviluppo Prodotto

Progettisti:

Massimiliano Fuksas

Direzione dei lavori:

Interior design e direzione artistica:
Doriana O. Mandrelli
Capo progetto:
Giorgio Martocchia
Direzione del cantiere:
Defne Dilber Stolfi

Progetto preliminare:

Fabio Cibinel, Dario Binarelli

Progetto definitivo ed esecutivo:

Adele Savino

Rendering:

Fabio Cibinel

Modelli:

Gianluca Brancaleone, Nicola Cabiati, Andrea Marazzi

Progetto:

Progetto delle strutture: Studio Gilberto Sarti Progetto degli impianti: Al Engineering Progetto, d.l. per arredi uffici e pareti Akustikwall: Mauro Franconi, Chiara Pasti Fer Trading, Gruppo Fantoni

Imprese esecutrici:

Impresa di costruzione: COGEI Costruzioni SpA
Facciate: Focchi SpA
Pareti vetrate piano d’acqua: CIMA srl
Soffittature piano d’acqua: Isoltecnic srl
Sistema di oscuramento: Pellini SpA
Controsoffittature: Pancaldi
Copertura: Casalini&Co. Srl
Strutture in acciaio: Icom Engineering
Ascensori: KONE Ascensori SpA
Impianto di climatizzazione: Marchi Impianti srl
Impianto elettrico: Mordenti Impianti srl
Pannelli in cartongesso: Isoltecnic srl
Pannelli impacchettabili: Oddicini Industrie SpA
Pareti mobili: Coopsette S.c.a.r.l.
Porte esterne: Focchi SpA
Porte interne: Methis-Coopsette S.c.a.r.l.
Porte antincendio: Novoferm Schievano srl
Opere per il verde: Azienda agricola Lanzi sas

Costo:

15.493.707 euro

Dati dimensionali dell'intervento:

19.500 mq superficie utile

 

Gli spazi della leggerezza
Acqua, luce e bamboo e una architettura vicina al paesaggio per il Ferrari Technical Management

L'equilibrio esattissimo delle sofisticate tecnologie che governano le prestazioni di una monoposto Ferrari, l'eccezionale resistenza di un oggetto cosi' leggero, veloce e apparentemente vulnerabile come un automobile lanciata a quasi 300 all'ora sono, per la maggior parte di noi, un vero mistero. L'affascinante mistero che tiene per ore davanti al televisore a seguire le magnifiche sorti dei nostri piloti. Un mistero che sembra perspicacemente tradotto in forma architettonica dalla solida precarieta' dei volumi sospesi in aggetto - oltre ogni ragionevole aspettativa - sopra l'ingresso del nuovo Centro Sviluppo Prodotto della Ferrari, ideato da Massimiliano Fuksas.

La sfida del grattacielo, simbolo della scalata delle vette della tecnologia, e' ribaltata nel confronto con la gravita': l'ultimo piano si stacca dalla base e lievita. La tecnologia edilizia sparisce e rimane l'illusionismo di un corpo senza appoggio. Poi la trasparenza: sembra che anche i segreti aziendali possano essere fatti vedere, in questa rappresentazione contemporanea di contenitore di idee. I piani dedicati agli uffici di progettazione sono spazi candidi, illuminati a giorno. La chiarezza del pensiero, la logica della tecnica si riflettono sui pavimenti tirati a lucido.

La qualita' degli spazi di lavoro e' un aiuto all'ideazione. Ordo et connexio rerum idem est ac ordo et connexio idearum, sembrano suggerire lo spartito dei prospetti e la coerenza distributiva degli ambienti interni. E le idee, qui dentro, sono la cosa piu' importante. Affondato di qualche metro sotto il piano della strada, il volume a "U" che comprende piano terra e primo e' collegato a viale Enzo Ferrari da un ponte; una rampa porta al prato da cui si entra al piano terra attraverso una corte di sassi bianchi e aiuole geometriche. Il verde tenero del bambu' addolcisce i prospetti, tutti di vetro e metallo nero.

Sopra, un altro volume della stessa consistenza del primo: una poderosa struttura a pilastri di acciaio, verticali e inclinati a controventare il sistema. Come involucro, curtain wall di vetrate continue con profilati in alluminio e doppi vetri a bassa emissivita' trattati con procedimento magnetronico. A distanziare i volumi sovrapposti, nell'asola vuota fra leggerezza e gravita', due sale conferenza nei colori Ferrari: una gialla, l'altra rossa. Di sera si illuminano come led incastonati nel cuore dell'edificio e evocano scenografie teatrali contemporanee di grande magnetismo.

L'affaccio, da questi ambienti completamente trasparenti, e' davvero stupefacente: la copertura del volume sottostante e' uno specchio di acqua su una distesa di ciottoli. Sospese poco sopra la superficie, che quando tira vento si increspa come acqua di stagno, le passerelle esterne. A mezz'aria, fra i bambu' che salgono a cercare il cielo, si incontrano, in un paesaggio alla M.C. Escher - ma rassicurante - le linee spezzate delle scale rampanti fra un piano e l'altro, poggiate su pilastri che sembrano una selva di alberi. Con questo disegno interno, celato dentro il cuore dell'edificio, l'architettura rende concrete le connessioni immateriali, gli scambi, i collegamenti, quel flusso di conoscenze e competenze che il management Ferrari sostiene come principale fattore di innovazione e generatore di creativita'.

La surreale corte sospesa vibra di bagliori, mutevoli come idee che prendono forma: i riverberi dell'acqua, a loro volta riflessi dal solaio rivestito in alluminio, le ombre del bambu', i prospetti rimandati all'infinito dallo specchio delle vetrate. E, di notte, l'anima luminosa dell'edificio acceso da dentro. Tutti i punti di vista coesistono in un gioco di rimandi di prospettive sulle superfici lucide: confrontandosi con la luce e con l'acqua la materia diventa solo il supporto di un catalogo infinito di variazioni.

Lucia Maracci

Progettisti

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Disegni e rendering