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Intervento:

Trasformazione di ex chiesa in albergo

Luogo:

Bologna

Progettisti:

Fabrizio Frassineti

Collaboratori:

Progetto delle strutture: Giovanni Cavallo

Commitente:

Il convento dei fiori di seta

Anno di redazione del progetto:

2006

Anno di esecuzione:

2006

Imprese esecutrici:

Farlan srl (impianti tecnologici), Ciem srl (impianti elettrici), A.D. Architetture d’Interni (pavimenti), Vetreria 2erre

Fornitori:

Tematic, Arredoluce

Dati dimensionali dell'intervento:

510 mq.

 

TRATTO DALLA RIVISTA:

Luoghi ritrovati
La metamorfosi di un convento femminile in struttura ricettiva moderna

Via Orfeo e' una piccola via nella parte meridionale del centro di Bologna, proprio nel mezzo tra la fine di via S. Stefano e via Castiglione. Nel 1400 qui vi era una chiesetta del convento di clausura dell'ordine delle gesuite, piu' conosciuto con il nome di "Convento dei fiori di seta". Le cronache dell'epoca raccontano che nel suo cortile le suore allevavano bachi da seta, per realizzare i fiori che vendevano per opere di carita'.

Nel corso degli anni, dopo un ampliamento che risale al 1700, la chiesa ha dovuto subire notevoli e ripetute modifiche, compreso il suo assorbimento nel tessuto edificato limitrofo. Sconsacrata nel 1900 fu venduta a privati e trasformata in una fabbrica di borse. Nella sala absidata furono ricavati tre livelli e nel 1924 il solaio di copertura venne rifatto con voltini e travi di ferro in un iter di degrado che portera' la struttura ad uso magazzino, fino a ritrovarsi in uno stato di notevole fatiscenza.

Acquistata da privati, oggi, la struttura del convento "dei fiori di seta" e' una deliziosa locanda saggiamente restaurata e arredata con charme in un'affascinante atmosfera ricca di richiami squisitamente contemporanei che stemperano e insieme esaltano le architetture rigorose e monacali. Nel 2003 la committenza, insieme ad un amico architetto, intraprende un percorso che convertira' l'ex convento delle gesuite in un albergo dai toni caldi e raffinatamente intimi. Fabrizio Frassineti, l'architetto che ha sapientemente diretto le evoluzioni e la metamorfosi dello stabile, spiega che l'intervento si e' presentato alquanto impegnativo, sia per il valore artistico e architettonico dell'edificio, che per il forte degrado di cui soffriva.

Le prime opere risalgono e interessano solamente la chiesa, la sala absidata e la torre, con la trasformazione in residenza, attraverso realizzazioni funzionali alla nuova destinazione salvaguardando e recuperando le caratteristiche originali degli ambienti e le loro parti di pregio. L'altare, gli affreschi, le volte, i fregi, gli inserti marmorei e tutte le parti di particolare significato artistico sono stati recuperati nelle forme e nei colori autentici, mentre l'affresco della SS. Trinita', risalente al tardo XVII secolo e originariamente posto in controfacciata, e' stato restaurato secondo le attuali normative.

In seguito, dopo l'annessione di altre porzioni architettoniche limitrofe e di un appartamento situato al primo piano, e' stato possibile definire in modo pieno e completo il mutamento dello stabile nell'attuale albergo. Oggi il convento e' una struttura ricettiva con un numero complessivo di dieci camere: quattro, con relativo bagno, posizionate in maniera speculare e disimpegnate da un corridoio centrale, sono state ricavate nella sala absidata, alta quasi cinque metri, in relazione alle quattro ampie finestre.

La forte altezza dei locali ha permesso all'architetto Frassineti di soppalcare una parte degli ambienti realizzando doppi volumi dalle visioni intensamente scenografiche e dalle nuove funzionali potenzialita'. Per le rimanenti stanze, il progetto ha previsto che fossero realizzate al piano primo raggiungibile attraverso una scala interna di collegamento tra i due livelli o attraverso un ascensore posizionato nel volume di quella che un tempo era la torre campanaria.

Lo studio degli interni e' risultato dalla sinergia con la committenza, privilegiando cosi' un'atmosfera raffinatamente familiare con scelte indirizzate ad una calda accoglienza lontana dalle sensazioni fredde e standardizzate degli alberghi "di serie". Messo da parte il minimalismo e il rigore progettuale, e' stato possibile, partendo dall'illuminazione, principio caratterizzante del progetto, giocare con elementi di arredo o decorativi all'apparenza distanti l'uno con l'altro. Un gioco di rimandi, di oggetti stilisticamente e storicamente differenti, di manufatti su disegno e di materiali; una miscela che ha reso il Convento dei fiori di seta una locanda dove la permanenza dei clienti risultera' unica ed estremamente personale.

Milo Valentini

Progettisti

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Disegni e rendering