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Intervento:

Ristrutturazione della sede dell'Ordine Provinciale dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri

Luogo:

Via Lanzone, 31 - Milano

Progettisti:

Pierandrei Associati

Collaboratori:

Carlo Giacosa, Giorgio Masiero, Joseph Monteleone.

Commitente:

Ordine Provinciale dei medici Chirurghi e degli Odontoiatri

Anno di redazione del progetto:

2004

Anno di esecuzione:

2004 - 2005

Costo:

1.370.000,00 Euro

Imprese esecutrici:

Policos srl, Gere srl, Fac Elettrica, Adotta SpA, Me Cubo snc, Sogechim SpA

Fornitori:

Tecno Spa, iGuzzini, Magis, Kartell, Moroso, Joint, Frezza, Ib Office

Dati dimensionali dell'intervento:

900 mq.

Progetto:

Alessandro M. Pierandrei, Fabrizio M. Pierandrei, Patrizia Albanese, Stefano Anfossi - Pierandrei Associati

 

TRATTO DALLA RIVISTA:

Progetto immagine
Ampi spazi e luminosita' caleidoscopica per la nuova sede dell'Ordine Provinciale dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri

Un ordine professionale e' quella istituzione che ha il compito di garantire la competenza e la serieta' dei propri iscritti e di tutelare gli interessi professionali di una intera categoria. È dunque un organismo autorevole, cui e' demandato il compito di mantenere un equilibrio difficile fra diritti e doveri, di farsi custode e garante della deontologia, di fornire servizi e assicurare imparzialita'.

Il desiderio di suscitare una sensazione di fiducia e l'intenzione di promuovere uno stile e un ruolo trovano realizzazione in questo progetto che traduce un giuramento –quello di Ippocrate - e mantiene le promesse. Lo studio Pierandrei Associati, di Alessandro M. Pierandrei, Fabrizio M. Pierandrei, Patrizia Albanese e Stefano Anfossi ha pensato questa ristrutturazione della sede dell'Ordine dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri della Provincia di Milano, conclusasi nel 2005 e che riorganizza uno spazio di 900 mq, in modo tale da consentire la continuita' delle quotidiane attivita' dell'ente.

Una delle richieste della committenza, infatti, era proprio che l'intervento, da realizzarsi per fasi e in tempi rapidi, consentisse l'autonomia degli spazi via via ristrutturati e limitasse il numero degli spostamenti del personale ad un solo trasferimento. Un altro requisito irrinunciabile era che la ristrutturazione conferisse agli ambienti una adeguata flessibilita', ottimizzando si' le superfici in relazione alle funzioni e al numero degli occupanti, ma consentendo, nella prospettiva di eventuali variazioni della struttura organizzativa, la riadattabilita' degli spazi.

Nello stesso tempo era necessario separare le aree pubbliche da quelle ad accesso controllato e distinguere efficacemente gli spazi operativi dai locali tecnici e di servizio. A queste istanze si affiancava l'esigenza di migliorare la qualita' ambientale dei locali e di ottimizzare l'efficienza degli impianti in relazione alle diverse funzioni ospitate.

Alle numerose specifiche di progetto si e' risposto con chiarezza e semplicita': l'articolato spazio si compone ora di una teoria ordinata di ambienti che fanno capo all'area della reception, aperta al pubblico, cui si accede dal corpo scala centrale dell'edificio e che ospita gli spazi di attesa e alcuni uffici per i servizi agli iscritti.

La zona pubblica e' completata dalla sala conferenza convertibile in sala voto per l'elezione dei membri del Consiglio. Da qui si dipartono due lunghi corridoi, luminosissimi grazie alla smaterializzazione delle partizioni interne e all'uso sapiente dell'illuminazione artificiale. Queste spine portanti sono rese funzionali e utilizzate come archivio.

I materiali, lucidi e consistenti nel lato nord, trasparenti e immateriali nel lato sud, moltiplicano la luce con riflessioni e rifrazioni: vetro, allumino e pannelli sagomati in MDF (Medium density fibreboard) laccato costruiscono un caleidoscopio monocromatico, di sola luce. Intorno ai corridoi si aprono aree di attesa, "break area" e "media point" e si affacciano gli uffici e gli altri ambienti di lavoro.

La sala del consiglio si sviluppa dentro una scocca spessa di cui sono rivestiti il soffitto e due pareti. Questa controparete rossa, che contiene gli impianti, diffonde lateralmente quella stessa luce asettica e neutra che illumina i corridoi. Insieme alla scelta di annullare gli spigoli dietro pannelli curvati, l'utilizzo intenzionale della luce che permea dalle pareti e si riflette sulla superficie lucida di materiali tecnologici, da' allo spazio una consistenza immateriale e sospesa da pre-anestesia.

Lo spazio e' distillato, terso come un vetrino sterilizzato sotto la lente di un microscopio: comunica correttezza, trasparenza, responsabilita'. Rassicura e rafforza un senso di appartenenza. Qui all'Ordine dei Medici di Milano, ogni cosa e' illuminata.

Lucia Maracci

Progettisti

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