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Intervento:

Concorso ad inviti - progetto architettonico nuovo edificio residenziale con box auto

Luogo:

Via Giovanni da Milano, 11 - Milan

Progettisti:

Vari - Concorso

Commitente:

Mariano Crovato

Anno di redazione del progetto:

2004

 

TRATTO DALLA RIVISTA:

Punti di vista
Analisi dei cinque progetti del concorso ad inviti indetto da Mariano Crovato per un nuovo edificio residenziale

Skyline urbano e funzioni sociali: pensare a un nuovo rapporto fra la residenza privata e l'organismo citta' e' una delle sfide raccolte dai pianificatori delle nostre nuove periferie urbane. Ma anche intervenire in un tessuto urbano consolidato, facendo il tentativo di proporre funzioni complesse e introdurre un modello abitativo moderno diventa un esercizio di abilita' acrobatica che porta a esiti inaspettati.

I cinque progetti presentati in queste pagine sono la risposta a un concorso a invito per un nuovo edificio residenziale in via Giovanni da Milano, di proprieta' Crovato. La strada su cui affaccia il lotto oggetto del concorso collega piazzale Susa a piazza Francesco Guardi. Le due piazze sono alberate, intorno si sviluppano ampie strade di scorrimento, il contesto e' oggi residenziale e commerciale, con un accostamento di stili dall'Ottocento fino agli ultimi decenni del Novecento, ma in passato ospitava anche la produzione e i servizi connessi.

L'intervento si inserisce in un grande isolato trapezoidale e i progetti hanno dovuto proporre anche il disegno di uno stretto fronte sulla strada, in mezzo ad altri palazzi. Anche l'organizzazione dello spazio retrostante aperto a corte, occupato attualmente da un capannone destinato a laboratorio, era oggetto del concorso. Il lotto e' una porzione residuale che nello stato attuale presenta la distribuzione e le altezze di una matrice ormai quasi cancellata, struttura a supporto di funzioni scomparse.

Localizzato in una zona vicina alla Citta' Studi, questo spazio cerca oggi una nuova destinazione, legata in particolare alla possibilita' di affittare alloggi di piccole e medie dimensioni (mono e bilocali) che a seconda delle necessita' e delle richieste del mercato possano anche essere accorpati in appartamenti medio-grandi. Si richiedeva l'individuazione di spazi comuni e ciascuno ha declinato questa esigenza in ambienti di servizio e spazi collettivi di socializzazione e di incontro.

Nello stato attuale sul fronte strada affacciano un vecchio edificio, una casetta su due piani con tetto a falde dei primi del novecento e, a destra dell'edificio che e' addossato a una palazzina moderna, c'e' un passaggio coperto che conduce a una rimessa, introdotto da una cancellata fra due pilastrini decorati da putti. Le cinque soluzioni individuate offrono alcuni spunti di riflessione sul progetto metropolitano, cioe' l'inserimento del nuovo in un contesto consolidato, caratterizzato da una stratificazione ormai stabilizzata di stili che rimandano a epoche molto prossime o ormai lontane.

Demolire e rinnovare, scegliendo di sostituirsi all'esistente con un progetto autonomo, svincolato dai modelli offerti dall'intorno e libero di essere "nuovo", o agganciarsi a un segno che c'e' gia', accettare la memoria dell'esistente come rigo di spartito a cui appoggiare la prima nota di una fuga in avanti? O addirittura staccare spoglie dall'antico per farsene vanto su un diverso prospetto, che si ripiega a sparire dietro il piano delle facciate?

Chiudere la cortina che affaccia su via Giovanni da Milano rammendando trama e ordito dei prospetti o arretrare, sfuggire, aprire il giardino all'osmosi con gli altri ambienti condominiali e ricomporre la forma del lotto intorno a volumi frastagliati? Per la maggior parte dei gruppi la scelta e' stata quella di posizionare il blocco residenziale a margine del lotto, a filo strada, per lasciare piu' spazio a una corte nascosta alla vista, tutta introflessa, da vivere come spazio intimo e personalissimo.

Altri, invece, risolvono diversamente la crisi urbana di questo lotto incerto. Il risultato e' un interessante abaco di punti di vista di varia intensita': tratto comune la ricerca di un regola che accompagni la citta' in ognuna delle sue fatali trasformazioni.

Lucia Maracci

Progettisti

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