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Progetto:

Museo Nazionale Romano - Terme di Diocleziano Restauro e allestimento dell'aula Ottagona, dell'aula adiacente e progetto di sistemazione e musealizzazione generale dell'area

Progettisti:

Giorgio Pala

Collaboratori:

Fulloni Marzio

Comitato scientifico:

Rita Sanzi Di Mino, Daniela Candilio

Coordinamento generale:

Bulian Giovanni

Calcoli statistici:

Enzo Cartapati, Guido Lenzi

Impianti:

Luciano Lucidi, Adalberto Biasiotti

Consolidamento e restauro:

1983 - 1989

Anno di redazione del progetto:

1991 - 1991

Imprese esecutrici:

Celsi Ulderico, P.A.T. (consolidamento e restauro), Cab, Limet, Sitercon, (impianti), Green (allestimento museale), Tecnolyte (illuminotecnica)

Luogo:

Roma

 

TRATTO DALLA RIVISTA:

Il Museo nelle Terme
Ricognizione del sistema museale romano: Museo Nazionale Romano

Le Terme di Diocleziano a Roma sono la sede di uno dei Musei piu' importanti della citta'. Edificate fra il 298 e il 306 d.C. da Massimiano in onore e nel nome dell'imperatore Diocleziano, le Terme rappresentano uno dei complessi piu' imponenti ancora oggi conservati del mondo antico. Esse occupavano infatti un'area considerevole: i lati del perimetro esterno avevano una dimensione di m 376x361.Dopo un lungo abbandono, solo a partire dal Cinquecento si iniziarono importanti interventi, focalizzati in particolare nella zona dell'attuale piazza della Repubblica, con la consacrazione al culto della Madonna degli Angeli l'aula maggiore delle Terme, su progetto di Michelangelo.

Nel 1575 Gregorio XIII, al fine di offrire una sede piu' degna all'Annona di Roma, modifica alcune aule adiacenti al tepidarium e l'aula angolare, ricavando in esse piu' livelli. Questo programma fu proseguito da Paolo V (1609), Urbano VIII (1640), Benedetto XIV (1754) ed infine Clemente XIII (1764), che ricava nei granari Gregoriani i magazzini dell'olio. Nuovi e rilevanti interventi furono effettuati a partire dal 1870, divenuta Roma capitale.

Nel 1878 per valorizzare il nuovo Ministero delle Finanze fu realizzata, in corrispondenza del corpo centrale delle Terme, la via Cernaia, che determino' la separazione del complesso in due parti; nel 1879 la creazione del Museo Nazionale Romano, con l'intento di accogliere le opere d'arte che si riportavano alla luce con gli interventi relativi ai nuovi quartieri realizzati nel cuore della citta'; la utilizzazione dall'inizio del secolo per destinazioni di carattere sociale dei Granari Gregoriani; nel 1928, infine, fu trasformata l'Aula Ottagona in Planetario con la collocazione dei macchinari per l'osservazione delle stelle.

Nel 1989, a cent'anni dalla sua istituzione, si inizio' un progetto di ristrutturazione del Museo Nazionale Romano da parte della Soprintendenza Archeologica di Roma. Grazie ad una legge speciale per le antichita' di Roma del 1981, fu possibile l'acquisizione di nuove sedi in grado di poter esporre la totalita' delle collezioni, comprese quelle conservate nei magazzini del Museo. L'Aula Ottagona, ubicata nell'angolo nord-occidentale delle Terme di Diocleziano, fa parte di questo ampio intervento di restauro e d'allestimento.

Il progetto e' stato eseguito dall'architetto Giovanni Bulian, coadiuvato da un staff di professionisti interni ed esterni alla Soprintendenza Archeologica di Roma, nonche' da imprese specializzate nel campo del restauro. Esso comprendeva, non solo l'Aula Ottagona, ma anche la sistemazione dell'aula adiacente a sala polivalente e di comunicazione multimediale, la trasformazione dell'area archeologica e delle olearie ad una funzione espositiva.

La sala e' costituita da un grande unico spazio con al centro, sul pavimento, un ottagono che ripropone l'occhio centrale della volta, dal quale si possono osservare le strutture archeologiche rinvenute al piano inferiore. Scendendo al piano inferiore si possono visitare con un sistema di passerelle che alterna piani trasparenti in vetro a elementi chiusi gli ambienti archeologici, e collegarsi con l'area archeologica prospiciente.

Il rispetto del monumento archeologico e il recupero di gran parte delle modifiche strutturali eseguite nel tempo sono stati la linea guida di tutto il progetto. Questo aspetto e' stato studiato con particolare attenzione, nell'intento di ottenere il massimo grado di reversibilita' possibile degli interventi e di offrire una lettura dei diversi livelli dell'aula. In tale ottica, ad esempio, non si e' voluto procedere alla ricostruzione delle porzioni delle volte demolite in passato, ma si e' mirato al mantenimento delle trasformazioni piu' recenti, quale la cupola reticolare del Planetario, utilizzata anche funzionalmente come supporto all'impianto di illuminazione dell'aula.

Anche il sistema di immissione dell'aria trattata e' stata inserita nelle colonne di acciaio di sostegno della volta reticolare. Nell'Aula Ottagona e' esposto il materiale scultoreo pertinente alla decorazione delle Terme di eta' imperiale. In questa ottica e' stata recuperata pienamente la spazialita' dell'aula, operando in modo da ottenere la corretta percezione delle opere nel rispetto dell'architettura dioclezianea, utilizzando come elementi compositivi la geometria, le superfici, il trattamento dei materiali e la luce. Di questo progetto ancora oggi, purtroppo, non e' stata ancora realizzata una parte molto importante.

Essa prevede l'unione dell'Aula al complesso delle terme di Diocleziano con l'eliminazione del primo tratto della via Cernaia. Tale intervento permetterebbe di ricostruire il tessuto archeologico e ricollegherebbe il complesso alle grandi aule adiacenti alla basilica e all'area archeologica, permettendo cosi' la rilettura delle strutture dioclezianee e dei granari pontifici.


Ne risulterebbe un percorso continuo di visita che includerebbe la parte centrale del Museo, il chiostro Michelangelo, gli spazi delle Olearie dal portale di Clemente XIII aperto su piazza dell'Esedra. Ma a parte la effettiva realizzazione o meno di questa parte del progetto, l'importanza architettonica del complesso unito al valore della raccolta archeologica in esso contenuto fanno comunque dell'Aula Ottagona una tappa fondamentale ai nei percorsi culturali che Roma oggi ci offre.

Giorgio Pala

Progettisti

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