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Intervento:

Cambio di destinazione d'uso

Luogo:

Piazza S. Chiara Roma

Progettisti:

Studio Gemini Architetti Associati

Progetto:

Cristiano Gemma, Giancarlo Gemma, Giulio Vanni

Commitente:

Fondazione Guastalla

Anno di redazione del progetto:

2005

Anno di esecuzione:

2005

Imprese esecutrici:

Impresa Musa; Ger arredamenti

Dati dimensionali dell'intervento:

130 mq.

Costo:

85.000 Euro

 

TRATTO DALLA RIVISTA:

Arte da scoprire
Cristiano Gemma ha curato il restyling dello spazio che ospita la collezione d'arte contemporanea della Fondazione Guastalla

"esistono luoghi in cui tutto cio' che e' dato a vedere si trova al di dentro......." Gilles Deleuze – La piega, Leibniz e il Barocco.

Uno spazio al terzo piano di un palazzo seicentesco del centro storico di Roma e' stato ridisegnato e reinventato da Cristiano Gemma per accogliere la collezione d'arte contemporanea della Fondazione Guastalla. Un "piccolo" intervento che si aggiunge al vitale percorso di questo giovane e promettente progettista romano. Attraverso la valorizzazione degli spazi, con un sapiente uso della luce e dei materiali, ha restituito a nuova esistenza una serie di stanze dall'identita' anonima, utilizzate precedentemente come abitazione.

Passione e rispetto, audacia e sperimentazione hanno generato una sequenza di ambienti che ospitano alle pareti opere di Vanessa Beecroft, Stefano Arienti, Cristiano Pintaldi, Daniele Puppi ed altri protagonisti della scena dell'arte contemporanea. Ogni ambiente e' stato ridisegnato attraverso un'opera equilibrata che riesce a inserire senza forzature un sistema di illuminazione di ultima generazione che convive con gli affreschi del soffitto e le decorazioni della parte superiore delle pareti.

In pieno accordo con i desideri della committenza, Cristiano Gemma e i suoi collaboratori hanno prestato la massima attenzione al preesistente: elementi strutturali, decorazioni parietali, affreschi e pavimentazioni, ricoperte con una fibra naturale di cocco. Emerge un interessante equilibrio tra preesistente e nuovi inserimenti come il sistema di sipari mobili alle finestre che aperti svelano un'inaspettata porzione del centro storico della Capitale.

Anche la scelta degli arredi e' discreta e allo stesso tempo raffinata, oggetti di design attuale convivono con inserimenti dal gusto classico. Tutto l'intervento e' dominato dall'idea del flusso inteso, non come punto di contemplazione privilegiata dell'opera d'arte da percepire solo attraverso la vista, ma come spazio, "scrigno" disegnato per il coinvolgimento di tutti i sensi che lavorano insieme e che determinano sempre nuove prospettive, nuovi significati nella fruizione dell'opera d'arte.

Del resto, le opere esposte alle pareti fanno parte di un presente mutevole, volatile e leggero, proprio questa consapevolezza del costante mutamento della contemporaneita' sembra aver guidato Cristiano Gemma in questo intervento. La volonta' di esaltazione sensoriale degli ambienti e' stata operata tramite un'attenta dialettica tra il preesistente e i nuovi inserimenti, chiamati a disegnare gli spazi. Questi elementi si combinano e dialogano apertamente con la storia dell'involucro architettonico svelando un insieme di sorprese: le opere della contemporaneita' alle pareti.

Sono esposte molte opere fotografiche che necessitano di un particolare studio della luce. Il progettista ha seguito lo stesso criterio che ha guidato tutto l'intervento, una serie di punti luce amplificano virtualmente gli ambienti, sottolineando le ascendenze cromatiche delle opere alle pareti, lasciando inalterata la sensazione di essere rapiti in un flusso, senza punti di riferimento. La realta' architettonica incontra cosi' l'essenza impalpabile dell'arte contemporanea, lasciando affiorare un vissuto fatto di emozioni individuali e di frammenti di mondo che rivitalizzano gli spazi della fruizione dell'arte.

Per esempio, l'opera di Daniele Puppi ha alcuni caratteri di somiglianza con la filosofia che ha ispirato l'intervento di Cristiano Gemma, come l'artista presenta le sue opere dal titolo "Fatiche", come vere e proprie catture che inglobano lo spazio e lo spettatore, cosi' il progettista ha voluto disegnare uno "scrigno" che gelosamente racchiude all'interno le espressioni artistiche del presente. Di tanto in tanto aprendo un sipario mobile, le opere esposte si aprono sulla bellezza senza tempo dell'architettura del centro di Roma, generando un flusso virtuale di sentimenti ed emozioni.

Marco Petroni

Progettisti

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