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Luogo:

Taranto

Progettisti:

Antonio Fanigliulo

Anno di redazione del progetto:

1990-1991

Imprese esecutrici:

P.R. Costruzioni - Taranto

Dati dimensionali dell'intervento:

32.20 x 11.95 x 19.75h - 10.000 mq fuori terra

Marchi:

Pica

 

Potenza, dinamismo, materia
Edificio per negozi, uffici e abitazioni

Il contesto nel quale si inserisce l'edificio polifunzionale e' quello generato da un edilizia priva di connotati architettonici rilevanti, frutto di un manierismo di facciata e di devastazioni speculative. La consapevolezza di trovarsi ad operare in un punto strategico e peculiare della citta' di Taranto, ricco di storia e carico di connotati formali e culturali, mi ha indotto ad un lungo responsabile lavoro di riflessione e di ricerca non solo sui caratteri architettonici ma anche sull'impatto ambientale che, pur lasciando qualche "sospeso", davano la convinzione di dover operare nel segno del superamento del contrasto con gli edifici e l'ambientale circostante a vantaggio, invece, per la sua stessa novita', del recupero degli elementi di un antico ed autentico dialogo finalizzato alla "qualificazione urbana".

Allora, evidentemente, tutto doveva cominciare e concludersi tra "FORMA" e "MATERIALE" essendo questi gli unici elementi presenti nello spazio circostante (almeno quello qualificato) e da soli essi dovevano bastare e definire l'opera. Quindi si e' disegnato un organismo dalle superfici grandi ed estese, perche' cio' consentiva un inserimento forte per una lettura chiara, essendo gli edifici circostanti molto frastagliati e, talvolta, ricchi di decorazioni.

Il manufatto architettonico proposto e' definito da un volume in cui le giustapposizioni e le contrapposizioni timbriche dei materiali usati - il mattone, il vetro e l'alluminio - fanno si che tutto assurga ad una precisa idea di dinamismo e di confronto con l'intorno. Si e' voluto che l'opera possedesse sopratutto quei caratteri "imperanti" e di "durevolezza" che gli consentissero di competere e di sopravvivere con i fabbricati circostanti piu' autentici, che piu' o meno hanno tutti un impianto monumentale, che non subisse la loro presenza e sopratutto il rapido degrado cui sono sottoposti gli edifici delle ultime generazioni. Ci si e' orientati verso materiali che si impreziosiscono sotto la patina del tempo, "il mattone" facciavista.

Sul piano formale e' stato mantenuto un impianto geometrico rigoroso che continuasse a scandire la geometria dell'isolato e dell'edificio stesso. Il rapporto fra i vuoti e i pieni lo si e' ricercato attraverso la geometria e l'uso dei materiali. La sua realizzazione e' avvenuta mediante l'uso di nobili materiali, antichi e moderni al tempo stesso, che sanno sfidare il tempo e che ben rispondono alla richiamata esigenza della durabilita'. L'elemento materico che piu' da' forza "espressiva" all'edificio e' certamente il mattone. Il suo vibrare continuo fra gli elementi che si alternano e negli aggetti arditi, il gioco quasi spasmodico di un volere andare al di la' delle sue reali capacita' fisiche, rendono il mattone il mezzo migliore attraverso il quale la mia idea di progetto poteva avere giusto compimento. Alludo, evidentemente, alla parete "curvo-roteata" ove ho voluto lanciare una sfida alla materia in un plastico dinamismo.

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