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Università:

Univrsita' Politecnica delle Marche Facolta' di Ingegneria

Anno accademico:

2003-2004

Tesi:

tesi di laurea in Ingegneria Edile-Architettura.

Titolo:

Progetto di Riqualificazione Area Consorzio Agrario Chiaravalle (AN)

Progettisti:

Angelo Bartolini

Relatore:

Alessandro Stazi

Correlatore:

Nazzareno Petrini

Luogo:

Chiaravalle

 

TRATTO DALLA RIVISTA:

Il Consorzio Agrario di Chiaravalle
Riqualificare un'area urbana strategica

L'area del Consorzio Agrario di Chiaravalle si trova nei pressi della stazione ferroviaria, all'interno di un lotto di forma semi-triangolare dove e' presente, nella parte ad angolo vicina al corso, l'antica torre dell'acquedotto oggi in forte degrado ed "avvolta" in parte da una piccola struttura.

Il progetto parte da un'analisi urbanistica che pone in evidenza l'incompatibilita' odierna citta'-Consorzio, critica per la posizione centrale, la tipologia di traffico indotto, lo stato di conservazione dei manufatti e dell'area in toto. Il quadro complessivo percepito e' quello di uno spazio marginale poco invitante che separa la stazione dal centro, con lo "spettro" della torre semiabbandonata e senza funzione. All'interno del sito si evidenziano i due frontoni a cortina che racchiudono all'interno volumi intervallati da spazi-passaggi, originariamente aperti in corrispondenza dei grandi portali.

Due di questi elementi adibiti a deposito si distinguono per la particolare struttura a volta in mattoni che ricorda a prima vista le navate di una chiesa. Stessa struttura ed impostazione aveva l'ala nord, distrutta dal bombardamento del '44. Nell'insieme l'intero complesso trasmette un'imponenza e un senso di staticita' classico, ribadito dalla rigida simmetria. L'intervento di riqualificazione include oltre all'area del Consorzio anche quella della vicina torre.

Esso si pone "in ascolto" dei caratteri dell'area e della citta', divenendo amplificatore di questi "segnali" e mai protagonista "sensazionale" fine a sé stesso. Con questa logica viene rimarcato il vecchio adiacente asse storico d'uscita dalla citta' (via F.lli Cairoli) con l'inserimento di un blocco residenziale continuo e bucato a terra da passaggi allineati ai portali del Consorzio.

L'edificio presenta una "fronte frastagliata" nata da un'astrazione scarna e filtrata dell'essenza della citta' storica con le sue architetture spoglie di decori, semplici manufatti dal volume continuo, scavato da una diversa articolazione delle altezze.

Si genera percio' un ritmo legato alla relazione pieni-vuoti, con la parte a piano terra scandita da un tempo pesante e preciso e quella superiore da uno piu' veloce e fluido con parti "stirate"e "graffiate".

Unisce e rapporta i due ritmi, l'elemento quadrato, dove si sviluppa il corpo scala che genera delle "pause" e regolamenta la composizione. Nella zona a fianco dei frontoni gli antichi volumi minori a capanna di scarso pregio vengono sostituiti da due elementi a parallelepipedo, contenenti l'uno una serra e l'altro il passaggio al garage sotterraneo; l'operazione e' quella di "sfilare", fuori dalle fasce, nuove "tessere" dalla forma elementare che preannuncino l'esistenza delle altre all'interno.

L'insieme dei nuovi elementi aggiunti e di quelli presenti, continui e "permeabili" a tratti, racchiudono e aprono alla citta' lo spazio centrale, ricordando il vicino chiostro dell'abbazia S.Maria in Castagnola. Lo "spaziochiostro", marcato da percorsi a pettine, viene quindi suddiviso in tre spazi "carattere": lo spazio riflessivo legato all'importanza dei monaci cistercensi e situato nel punto bombardato; lo spazio in rapporto con la natura memoria dell'antica selva e dei tanti parchi sparsi per la citta'; lo spazio sociale non unico e accentrato ma dinamico e fluido, allusione alla particolare storia di Chiaravalle libera da qualsiasi dominio e alla sua posizione d'avanguardia nel sociale.

La simmetria viene rivisitata anche nell'impianto scandito da setti rettilinei contenuti all'interno delle fasce: nelle gallerie commerciali fra gli archi e nei nuovi padiglioni fra gli spazi aperti vengono introdotte leggere angolazioni che invitano a muoversi e scoprire nuovi punti di vista percependo sempre il "confine" passato-presente da dettagli puliti, tipologia dei materiali e struttura autonoma.

A coronare la riqualificazione, la torre recuperata ritorna a rivivere la sua storica importanza divenendo punto focale e riferimento dell'area.

Progettisti

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