hai scelto:homeprogettinuove costruzioni

Intervento:

Autorimessa multipiano e sistemazione area esterna

Luogo:

Centro storico di Ancona, via Torrioni

Progettisti:

Anna Teresa Giovannini

Progetto:

P. Piatteletti UTC - arch. M. Tarsetti, Ancona
Progetto strutturale ing. G. Petras (U.T.C.) - studio associato - ingg. Gaggiotti e Gambacorta, Ancona;
Progetto impiantistico: ing. L. Solidoro, ing. E. Faggi, Senigallia
Sicurezza: ing. V. Marian, Ancona

Commitente:

Amministrazione comunale Ancona

Anno di esecuzione:

Prima fase 1994-1997/seconda fase 2000-2002

Costo:

Seconda fase euro 1.800.000 di cui euro 1.507.000 per lavori

Imprese esecutrici:

Prima fase: ATI Edra Costruzioni, Senigallia ed Edileco-Telarucci, Ancona;
Seconda fase: GPL Costruzioni Generali, Ancona

Dati dimensionali dell'intervento:

mq 6.570; posti macchina 160; piazza e sistemazioni esterne mq 1.800

Caratteristiche tecniche particolari:

Caratteristiche tecniche particolari: autorimessa interrata con compartimentazione ed aerazione parzialmente forzata strutture di sostegno realizzate con diaframmi tirantati, fondazioni profonde su pali, struttura parcheggio in c.a., strutture complementari e coperture cisterna e scale in acciaio, paramenti esterni in laterizio, pavimentazioni: industriali in resina, cementizie in opera, pietra

 

TRATTO DALLA RIVISTA:

Due autorimesse in Ancona
Funzionalita' e qualificazione urbana, autorimessa Torrioni

L'area di intervento nella parte alta del quartiere Capodimonte, nasce come "risulta" da demolizioni belliche. Essa e' stata nella prima meta' degli anni Novanta interessata da radicali opere di ristrutturazione urbana che hanno riguardato l'intero isolato con la ricostruzione – ad iniziativa privata - del fronte edilizio su via Torrioni, l'edificazione delle lacune sul fronte di via Podesti e di via Barilari e infine la realizzazione delle strutture di contenimento e di fondazione del parcheggio, da edificarsi all'interno dell'isolato, nelle aree anticamente occupate dagli orti.

Durante gli scavi per la realizzazione delle opere di contenimento venne alla luce un manufatto di dimensioni notevoli rivelatosi essere una cisterna per la raccolta dell'acqua, costruita nella prima meta' dell'Ottocento. La decisione della Soprintendenza ai Beni architettonici di conservare il manufatto per il suo intrinseco valore storico documentario, ha quindi indotto la radicale modifica del progetto originario di organizzazione dell'autorimessa.

Il nuovo progetto e' stato quindi tutto imperniato sul grande manufatto della cisterna da conservare, attorno al quale sono state organizzate le rampe di collegamento tra i quattro piani dell'autorimessa. L'incidente del rinvenimento e' stato considerato una occasione di caratterizzazione spaziale di ambienti solitamente connotati dalla sola matrice funzionale, cosicché il percorso ascensionale carrabile si conclude in alto con un ballatoio pedonale che permette la visione della vasta cavita' interna dal diametro all'imbocco di oltre dodici metri.

Un secondo problema che si poneva e' stata la connotazione come elemento urbano del nuovo manufatto, per il suo inserimento in un tessuto gia' caratterizzato da una certa disomogeneita' di origine e stilistica.

Di fatto il corpo di fabbrica presenta un solo prospetto in elevazione, che si sviluppa parallelamente al retro degli edifici su via Podesti: questo prospetto e' stato risolto con elementi laterizi obliqui che consentono la prevista areazione naturale del parcheggio e contemporaneamente impediscono l'introspezione all'interno di esso dai prospetti antistanti.

Le coperture in sommita', che costituiscono gli elementi emergenti dell'intervento, sono tre, due per le scale di sicurezza ed una per il manufatto della cisterna. Le strutture di tali coperture sono in ferro, gli impalcati in lamiera grecata gettata o tavolato con soprastante rivestimento in rame o piombo per la copertura cisterna, mentre altre specchiature sono vetrate.

Una delle finalita' del progetto era quella di raccordare al tessuto esistente le opere derivanti dalla radicale trasformazione urbana avvenuta recentemente, la quale ha lasciato sul posto zone sconnesse da risistemare. La zona a valle del manufatto parallela all'asse di via Podesti e' stata risolta con la creazione di una passaggio pedonale a scale e gradoni che risale verso via della Regina.

Il quinto livello del manufatto e' quello a vocazione piu' urbana. Costituisce la copertura di parte dell'autorimessa ed e' raccordato alla sistemazione di via della Regina. Per agevolare la sensazione di continuita' tra i due spazi, la pavimentazione in pietra di porfido costituisce l'elemento comune.

Le specchiature centrali della pavimentazione, il cui disegno riprende invece la matrice geometrica radiale intorno al manufatto della cisterna, sono realizzate in pietra di luzerna posata ad "opus incertum".

Progettisti

Leggi la scheda completa del progettista oppure sfoglia direttamente gli altri progetti

Galleria immagini

010203040506

Disegni e rendering