hai scelto:homeprogettipaesaggio

Intervento:

Parco Ambientale e Archeologico della Dolina di Molfetta

Luogo:

Molfetta - Bari

Progettisti:

Nicola Martinelli

Direzione dei lavori:

Arch. Sergio Fanelli - Provincia di Bari.
Direttore scientifico dello scavo: dott.ssa Francesca Radina - Soprintendenza Archeologica della Puglia.
Aspetti botanici e naturalistici: dott. Antonio Bernardoni
Aspetti geologici: prof. Michele Maggiore
Aspetti archeologici: dott. Italo Muntoni e Iole Caramuta
Sistema informativo geografico: arch. Marella Lamacchia
Aspetti di architettura del paesaggio: arch. Daniela Sallustro
Aspetti architettonici: arch. Giovanna Balacco, arch. Federica Greco, Dott.ssa Maria Cioce, Dott. Francesco Sanseverino

Commitente:

Provincia di Bari

Anno di redazione del progetto:

1996

Anno di esecuzione:

1997 - 2002

Costo:

4 miliardi di lire

Imprese esecutrici:

Lacitignola (TA)

Dati dimensionali dell'intervento:

L'area della dolina, sita a 3 chilometri dall'abitato di Molfetta lungo la SP Molfetta - Ruvo, e' una dolina carsica a scodella profonda 38 metri dal piano di campagna e con un diametro massimo di 200 metri

 

TRATTO DALLA RIVISTA:

Storie e natura
Il progetto di recupero della dolina di Molfetta fra erosioni, terrazzamenti e preesistenze archeologiche

Il Pulo di Molfetta – come viene chiamato localmente il Parco della dolina cittadina –, ha trovato nuova forma valorizzatrice per recuperare la complessita' di questo geosito, interessato da un habitat di grande rilevanza ma anche da una stazione neolitica di interesse internazionale e da un complesso di archeologia industriale di eta' borbonica. Aderente ad alcuni principi contenuti nella Convenzione Europea del Paesaggio (2000), il progetto del recupero dell'area, considerata da sempre parte integrante di una paesaggio culturale, ha operato affinche' si potesse ristabilire una immagine complessiva dei diversi aspetti, assecondando da una parte l'evoluzione naturale con i processi di erosione attivi o l'espandersi incessante della vegetazione, preservando tuttavia dall'altra le strutture archeologiche e architettoniche presenti all'interno di un sito fragile e con equilibri ambientali assai delicati per i quali le trasformazioni devono essere compatibili.

Prima dell'intervento progettato dal professore Nicola Martinelli, la dolina, appartenente a quel paesaggio fortemente segnato dalle manifestazioni del carsismo dove "i ripiani di terra" – come li ha magistralmente definiti Aldo Sestini - risultano modellati da azioni erosive e di scavo, mostrava una intelaiatura di forma concentrica, una geometria ben delineata che caratterizzava il paesaggio malgrado l'inevitabile rilassamento del complesso sistema di contenimento dei terreni e di controllo delle acque superficiali responsabile della modellazione delle pendici. Priorita' assoluta dell'intervento recuperare il sito evitando di modificare il profilo originario dei terrazzamenti e conservandone una continuita' alternata ad andamenti e balze.

L'intervento di recupero e' stato realizzato avvalendosi sia di maestranze locali – i parietari attivi nella Puglia centrale e particolarmente capaci nelle opere di muratura a secco come i muri a gravita' per il contenimento delle terre o i doccioni per il displuvio delle acque meteoriche, ma preziosi anche per il recupero di elementi architettonici di finitura dei muri in pietra come acquidocci, scale a mensola, sedili incassati, copertine superiori – che di opere di ingegneria naturalistica di ultima generazione, adottando sistemi integrati quali gabbioni, drenaggi e biostuoie. Scendendo nella voragine, lungo i sentieri interni che connettono i diversi terrazzamenti, si possono scorgere grandi varieta' di specie vegetali, innumerevoli manifestazioni erosive come grotte e cavita', e tutto il palinsesto delle architetture storiche di un luogo abitato, tutt'intorno, fin dal neolitico, come dimostrano anche le ceramiche impresse a crudo del tipo Molfetta conservate presso il Museo Archeologico di Bari e recuperate nei primi anni del Novecento.

Il monastero dei Cappuccini (XVI secolo), posto sul ciglio della dolina, e i diversi corpi della Nitriera borbonica, sono di certo le testimonianze di archeologia industriale più importanti del sito. Particolarmente articolata, la struttura industriale risalente al XVIII secolo, e' composta da tre corpi di fabbrica e un cumulo di pietre con rampe di scale interne chiamata la Specchia che funge da collegamento con la miniera. Un primo corpo di guardia all'ingresso, la distilleria con le fornaci di ebollizione, e le vasche per la produzione di salnitro, la sciviazione, ovvero la separazione dell'acqua dalle terre nitrose (tutte opere del XVIII secolo), insieme alla cisterna ipogea per la raccolta delle acque formano il nucleo industriale.

All'interno di questo articolato complesso architettonico di natura industriale le vasche di decantazione del salnitro, poste sul fondo della dolina, sono di certo la parte più interessante per la qualita' dell'opera architettonica, perfettamente funzionante e realizzata in pietra calcarea da taglio debitamente impermeabilizzata. Nell'ambito del progetto di landscape restoration i reperti archeologici recuperati nel corso degli scavi della fine degli anni Novanta sono stati restaurati e affinche' il complesso fosse visitabile quale museo an plein air, l'aula della distilleria e' stata dotata di una passerella che si snoda fra le vasche di ebollizione della fornace e di una copertura che permette di 'leggere' le testimonianze senza recare danno alla struttura, mentre presso il corpo di guardia si trovano le postazioni multimediali per la comprensione del sito.

Dal recupero ad hoc del Pulo il progetto ha interessato anche le zone limitrofe, in particolare il parcheggio–giardino, realizzato con una ampia area non pavimentata che ha inserito al suo interno le preeistenze vegetali; l'abbattimento della torre di trasformazione dell'Enel e il ridisegno del vecchio piazzale asfaltato antistante l'ingresso pedonale al parco realizzato negli anni Sessanta; e la costruzione di un piccolo edificio pergolato in pietra al servizio del pubblico.

Francesca Pieroni

Progettisti

Leggi la scheda completa del progettista oppure sfoglia direttamente gli altri progetti

Galleria immagini

01020304050607

Disegni e rendering