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Intervento:

Restauro e risanamento conservativo edificio ottocentesco

Luogo:

Bari

Progettisti:

Giovanni dell Aquila, Cecilia Di Marzo

Commitente:

Privato

Anno di redazione del progetto:

2002 - 2003

Anno di esecuzione:

2003 - 2004

Imprese esecutrici:

Il Kantierino s.r.l., Falegnameria FAL PIS, Petit Maison

Dati dimensionali dell'intervento:

190 mq.

 

TRATTO DALLA RIVISTA:

Decorare la storia
Il recupero di un interno in un palazzo ottocentesco fra decorazioni, tradizione e nuova identita'

Le maglie ortogonali del quartiere murattiano di Bari sono capaci di riservare piacevoli sorprese. Una di queste è rappresentata, sicuramente, dalla scoperta di alcuni palazzi di impianto ottocentesco che, di tanto in tanto, rompono la piattezza del restyling modernista, effettuato nel secondo dopoguerra in questa parte della citta'. In una delle poche costruzioni del periodo ancora esistenti, gli architetti Cecilia Di Marzo e Giovanni dell'Aquila hanno curato il restauro conservativo di un ampio interno di circa 180 mq.

L'intervento insiste all'interno di un palazzo costruito negli anni tra il 1860/70. La costruzione, nata a ridosso di una piccola villa preesistente e del suo giardino, ha ospitato in alcune partizioni del piano terra e del seminterrato, il "Teatro Cammarano". Negli anni successivi, questi ambienti hanno subito successive modifiche, in particolar modo sono state ridisegnate e arricchite le decorazioni del prospetto principale, dell'androne, delle scale e del lucernario. Queste variazioni tipologiche sono tuttora conservate e conferiscono particolare pregio al palazzo, tutelato giustamente dalla Soprintendenza per i beni monumentali e architettonici.

L'attenzione al contesto e il desiderio di ripristinare i fasti passati hanno guidato il recupero di uno degli appartamenti al primo piano. Decenni di trascuratezza hanno velato la bellezza e il pregio degli elementi che caratterizzano l'abitazione. Il ripristino delle ampie volte decorate, delle pavimentazioni in mattoni di cemento e della sequenza distributiva degli ambienti hanno riportato alla luce il fascino oscurato da anni di incuria. Lo spazio si distribuisce in un percorso rettilineo che, dall'ingresso conduce ad un ampio salone, intervallato da ambienti di dimensioni sempre piu' grandi che si aprono in una prospettica apertura sul verde della piazza antistante.

Tutti gli ambienti sono segnati da volte a padiglione, due delle quali decorate in stile liberty, con motivi floreali e/o geometrici realizzati su intonaco. Di particolare pregio è l'ampia volta del salone con una decorazione ottocentesca realizzata su carta incollata e decorata in situ. Alcuni ambienti, tra l'ingresso e il salone, hanno richiesto la rimozione di un tramezzo con controvolta in mattoni forati che occultava la decorazione della volta originaria. Il recupero delle pavimentazioni originali si sviluppa attraverso una scansione cromatica che, dalla monocromia gialla dell'ingresso, impreziosita da una doppia greca floreale e geometrica bordeaux e verde, digrada sul bianco con cornice geometrica gialla e verde, per passare poi al ricco tappeto floreale del primo salotto sulle tonalita' del rosso, per arrivare a un ampio "prato fiorito" del salone principale, incorniciato da un parquet di rovere trattato ad olio naturale.

Particolare cura è stata posta nella redifinizione impiantistica che prevede sistemi di illuminazione, capaci di esaltare le preziose decorazioni delle volte e il recupero degli antichi radiatori in ghisa, impreziositi da rilievi floreali. Completa la didascalica attenzione al contesto e al pregio ottocentesco, il restauro dei preesistenti infissi in legno. Insieme, Cecilia Di Marzo e Giovanni dell'Aquila hanno raggiunto l'obiettivo di ripristino della dignita' formale di questa tipica abitazione ottocentesca.

Augusto Magni

Progettisti

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