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Intervento:

Pimo classificato concorso di idee: riqualificazione di due piazze del nordovest barese

Luogo:

Ricordo della Torre pilota, piazza Matteotti Ruvo di Puglia

Progettisti:

Michele Cuonzo (capogruppo)

Collaboratori:

Ing. Piervito Tullo, arch. Rosa Mastrandrea

Commitente:

Fondazione Nasti - Onlus con il patrocinio Regione Puglia, provincia di bari, Comune di Ruvo di puglia, Comune di Trani

Anno di redazione del progetto:

2001

 

TRATTO DALLA RIVISTA:

Sotto i tigli
Il progetto vincitore per Piazza Matteotti a Ruvo di Puglia scolpisce un nuovo spazio dedicato all'incontro e alla relazione

Chi non ricorda con nostalgia il piacere di spendere lunghe ore in piazza, al fresco a chiacchierare nelle sere d'estate, fino a che non si accendono le luci dei lampioni e dalle finestre aperte si sente l'acciottoli'o delle stoviglie? Anche su una superficie ampia come quella oggetto di questo concorso si puo' ricavare uno spazio circoscritto e accogliente che inviti i passanti a sostare e incontrarsi, un posto dove darsi appuntamento.

Piazza Matteotti a Ruvo di Puglia, gia' Piazza Castello - senza contare almeno un paio di altri toponimi - e' uno spazio attualmente indifferenziato, circoscritto da fabbricati risalenti a epoche diverse, delimitato da vie di traffico organizzate in una viabilita' anulare. Sembra, insomma, un posto davvero in cerca, denominazione toponomastica a parte, di una sua individualita'. Ma e' anche luogo di passaggio e di sosta, molto frequentato per la presenza degli uffici comunali, ospitati nel pregevole Palazzo Avitaja, di alcuni esercizi commerciali e servizi, di Palazzo Melodia, della seicentesca chiesetta di S. Rocco e della chiesa del Redentore.

La piazza in se' e' stata prodotta da una sottrazione di elementi: il castello e le mura medioevali, con la Porta e la Torre del Pilota di cui la citta' visse il crollo a fine Ottocento. Permangono alcune tracce storiche, come un terrazzamento che aveva la funzione di camminamento esterno del castello, e in seguito e' stato inserito nel disegno architettonico del prospetto nord della piazza come basamento di edifici nobiliari. Il progetto, elaborato dal gruppo di progettazione coordinato da Michele Cuonzo, muove dal desiderio di restituire identita' a una piazza orfana di tanti segni.

Allora erano margini e barriere, oggi assenze che segnano il limite fra il nucleo medievale e l'espansione ottocentesca. La nuova piazza, pensata come un bassorilievo scavato, formella o intarsio nella trama esistente delle citta' consolidata, segue la pendenza naturale del terreno e fa riferimento a due assi principali: l'asse orientato verso la chiesa del Redentore e l'asse di corso Cotugno, segnato da una serie di setti disposti come frammenti di volumi emergenti dal terreno a segnare l'area carrabile che collega il corso a via De Gasperi. A differenza dei percorsi pedonali, con conci diversamente orientati, le superfici della piazza e delle vie percorribili in auto sono trattate uniformemente.

Ma nella pavimentazione dal disegno unitario si distinguono segmenti di linee frantumate, a eco delle direttrici contrapposte che orientano i setti: sono inclusioni di travertino disposte a comporre disegni frammentari sulla superficie in pietra di Trani. Rispondendo alle istanze del concorso bandito dalla Fondazione Nesti, che prevedeva la riproposizione delle tracce storiche della Torre del Pilota e delle mura medioevali, i progettisti hanno segnato l'impronta dell'assenza con una sottrazione di volume proprio dove sorgeva la torre, ricavando cosi' una "piazzetta" ribassata qualche decina di centimetri sotto il piano della pavimentazione, tanto da consentire la seduta comoda lungo il perimetro, e orientando lo spazio con un taglio nella pavimentazione che conduce lo sguardo al prospetto piu' scenografico della piazza.

A chiudere la quinta su corso Gramsci e' disposta una fila di tigli ed e' prevista la collocazione di una fontana. Si realizza cosi' un angolo raccolto, quasi domestico, in cui i ragazzi possano fermarsi a chiacchierare la sera. Nelle intenzioni dei progettisti, pur proponendo il disegno scheggiato e frammentario degli elementi compositivi, rivive il mito della piazza italiana di inizio secolo, con il fruscio e il profumo inconfondibile di primavera dei tigli, la fontana che mormora incessantemente e le tracce del passato a occhieggiare da dietro le gelosie.

Lucia Maracci

Progettisti

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