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Intervento:

Vincitore del concorso Europan 8 progetto "Sicilia Mia" AM 142

Luogo:

Lungomare Messina Marinae - Palermo

Progettisti:

Rosa Pagliarulo (capogruppo responabile), Viviana D'Ambruoso, Paola Recchia, Francesco Sinisi

Collaboratori:

Manlio Di Dio, Lorenza Benegiamo, Roberto Sajeva

Consulenti:

Francesco Defilippis, Michele Montemurro

Anno di redazione del progetto:

2006

Costo:

4.500.000,00 Euro

 

TRATTO DALLA RIVISTA:

Contrasti mediterranei
La riqualificazione del seefront di Messina Marinae a Palermo nel progetto vincitore di Europan 8

Il mare, a guardarlo da terra, e' davvero una cosa immensa. E se, come a Palermo, la prima terra che ti sta di fronte e' lontana parecchie miglia di navigazione, ti sembra proprio di non poterne afferrare la fine. Questo progetto prova a misurare lo spazio e prova a dirci anche la distanza che c'e' fra camminare sull'acqua, sprofondare nella terra e arrampicare il cielo. In effetti, sono le contrapposte suggestioni che allestiscono il fronte mare e risolvono la riorganizzazione del tessuto urbano ad emergere per prime dalle planimetrie e dalle sezioni di questo progetto "giovane" e quasi tutto al femminile dell'equipe di progettazione costituita da architetti formati al Politecnico di Bari, che ha come capogruppo Rosa Pagliarulo.

Sul mare campeggia la collocazione di due pontili, dominati ciascuno da una torre-faro. Questi, con il molo di ampliamento del porticciolo di Bandita, misurano e delimitano l'intervento a nord-ovest e sud-est e insieme all'asse del lungomare fanno da sistema cartesiano di riferimento del progetto. Nella citta', altrettanto sorprende la scelta di una trama sotterranea di percorsi e spazi che indaga le radici di una periferia di margine e ricuce dalle fondamenta un tessuto sdrucito di borgate di case popolari avvilite dall'abusivismo e dalla speculazione edilizia.

Materiali impalpabili giocano a modulare gli spazi: luce spalancata, raddoppiata dal riflesso dell'acqua, e ombre lunghe, tagliate a spigolo vivo. Il progetto sostiene con ostinatezza l'ipotesi che la citta' debba riprendersi il mare. Protendendosi al largo con i pontili e innalzando torri (nei portolani dei navigatori sono "punti cospicui", questi riferimenti a terra per orientarsi sottocosta) la terra richiama a se' il mare con simboli e linee lanciate come lenze gettate a pescare. Ma anche il mare entra a terra, e - impronta di onda sulla battigia - una fascia di terra e' lasciata alla vegetazione spontanea, libera da forme urbane. Da qui, una banda di costa e' dedicata a strutture sportive e al teatro all'aperto, in testa a via Diaz, e alla reintepretazione del modello della riviera con una ampia passeggiata alberata parallela a via Messina Marinae.

Nella parte centrale del litorale si collocano gli interventi piu' rilevanti. Nell'ambito della piastra che scavalca via Messina Marinae (sottoquota, in questo tratto) una ampia agora' di pietra e' scavata alcuni metri sotto il livello dell'abitato esistente. Qui si rivela la complessita' della struttura pensata "sotto": verso la citta', una strada ipogea collega al tessuto esistente il sistema delle nuove residenze, facendo da spina a patii privati e raccordandosi con rampe inclinate alla rete dei percorsi in superficie. Verso il mare la fascia dedicata alla passeggiata di lungomare accoglie, in spessore, parcheggi sotterranei e altri ambienti a servizio delle attivita' balneari.

La piazza interna, sovrastata da un grande edificio a uso pubblico che replica la scala degli edifici circostanti, emerge a quota zero e idealmente si dilata e si affaccia sul mare con passerelle e gracilissimi padiglioni. Per la progettazione edilizia, in mancanza di un modello formale rintracciabile nell'intorno, il disegno delle palazzine adibite a residenza assume e interpreta uno schema arcaico con la giustapposizione "a catasta" di volumi semplici. La stessa struttura e' replicata a una scala espansa nell'edificio centrale della piazza. Qui, l'uso di brise soleil alleggerisce i volumi e ne attenua la verticalita', listando con ombre volubili gli spazi interni. Il progetto complessivo risolve il tema dell'urbanita' come sintesi fra spazi della vita collettiva e ambienti del privato e si relaziona all'esistente con decisione e leggerezza, nella manifesta ricerca di equilibrio fra edificato e componenti naturali del paesaggio.

Lucia Maracci

Progettisti

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Disegni e rendering