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Università:

Politecnico di Bari

Corso di laurea:

Architettura

Titolo:

Riqualificazione architettonica del centro ospedaliero Domenico Cotugno di Bari
Argomento: restauro dell'architettura moderna mediterranea

Luogo:

Bari

Progettisti:

Maria Filomena Genzano, Maria Luongo, Maria Bruna Lunalbi, Antonella Mastronardi, Francesco Marzulli, Tiziana Mennuni, Azzurra Sylos Labini

Relatore:

Prof.ssa Anna Bruna Menghini, prof. Lorenzo Netti, prof. Spartaco Paris, prof. Domenico Raffaele

Anno accademico:

2004 - 2005

 

TRATTO DALLA RIVISTA:

Restaurare il moderno
Da una tesi di laurea del Politecnico, un progetto che offre interessanti spunti per l'Ospedale Domenico Cotugno

Nel 2005 un gruppo di laureandi del Politecnico di Bari ha discusso una tesi di Architettura che, sotto la supervisione dei relatori, professori Menghini, Netti, Paris, Raffaele, affronta il tema, non facile, del restauro di un edificio moderno. La disciplina e' vasta e complessa, e la casistica di riferimento e' ancora modesta. DO.CO.MO.MO. Italia ha attivato da anni il confronto multidisciplinare delle esperienze per la valorizzazione delle opere dell'architettura moderna, ma l'esplorazione del tema e' tuttora in corso e la rivalutazione di progettisti e di opere meno noti apre a numerosi argomenti di ricerca. La tesi di laurea, che ha ad oggetto l'ospedale "D. Cotugno" di Bari, gia' Istituto Sanatoriale, ha portato avanti questa idea di rivalutazione del moderno dall'analisi dei documenti amministrativi storici fino al progetto del restauro, e dedica una parte consistente del lavoro all'esposizione della metodologia.

Si sottolinea, da subito e con forza, l'enorme rilevanza che ha l'indagine storica complessiva, critica e specifica, in un lavoro onesto e competente di restauro, anche in termini di tempo e di risorse. La necessita' di ricostruire tutti gli aspetti e, perche' no, i valori - o i disvalori - etici e le istanze politiche nel quadro dei quali si inserirono idea, progetto e realizzazione, porta ad allargare lo spettro della ricerca a campi i piu' vari. Si rileva l'utilita' per il progetto della quantita' di schizzi, calcoli, fotografie e carteggi che e' possibile reperire negli archivi di architettura per ricostruire, quasi giorno dopo giorno, la storia di un edificio, della committenza, delle imprese e finanche delle maestranze occupate nella costruzione.

Ma non sono stati cosi' fortunati i giovani architetti Maria Filomena Genzano, Maria Luongo, Maria Bruna Lunalbi, Antonella Mastronardi, Francesco Marzulli, Tiziana Mennuni, Azzurra Sylos Labini che non hanno potuto contare su tanta abbondanza di dati. Un po' perche' cosi' succede per edifici ritenuti secondari, se non addirittura privi di valore artistico, nello scenario della produzione architettonica. Un po' perche' la destinazione e la funzione sociale dell'edificio - accogliere malati di tubercolosi, a quei tempi vera piaga – deve aver generato una sorta di tabu', il che ha fatto si', a esempio, che dell'edificio essi non siano riusciti a reperire alcuna foto d'epoca.

L'approfondita ricerca storica li ha portati comunque a scartabellare fra i vecchi atti di quello che allora era chiamato I.N.F.P.S. (l'Istituto Nazionale Fascista di Previdenza Sociale), e di molti altri archivi, per arrivare a decifrare le sovrapposizioni di interventi occorsi negli anni e costruire un disegno completo dello stato di fatto su cui attestare le nuove scelte progettuali. È un tema di grande attualita' la riconversione delle strutture ospedaliere, edifici pubblici di grande dimensioni che si portano dietro inesauribili problemi tecnico-progettuali, e l'esigenza del rispetto di norme che poco spazio lasciano all'autonomia del progettista.

Fondamentale riferimento del progetto rimane quello dei dieci principi informatori individuati da Renzo Piano su incarico del Ministero. Fra questi Urbanita', che introduce al concetto di ospedale aperto al contesto della citta' che lo accoglie; Innovazione per cui la flessibilita' si declina in una logica di "preveggenza" delle future necessita' di adeguamento tecnologico, dimensionale, organizzativo; Umanizzazione per fa si' che il malato sia circondato da un ambiente confortevole e sicuro e in cui siano garantite efficienza e riservatezza, in un'ottica di centralita' del paziente.

Anche in risposta a questo principio, il progetto degli interni propone una articolazione "a scatole" delle camere di degenza e dei relativi servizi, con una studiata variazione dell'altezze interne. I percorsi per i visitatori sono distinti da quelli per i medici, adiacenti ai quali sono i servizi per il personale. Il piano attico ospita strutture dedicate per il ricovero dei bambini: stanze che sono come piccoli monolocali con cucina e ampie sale dove giocare. Scelte tecniche e di orientamento permettono di sfruttare l'illuminazione naturale quasi come supporto terapeutico, suggerimento che proviene dall'originaria funzione di sanatorio del Cotugno.

Le attivita' sono disposte per blocchi funzionali, anche allo scopo di ottenere una leggibilita' planimetrica chiara: sul lato sud dell'edificio le degenze e sul lato nord l'amministrazione, i laboratori di ricerca, e gli spazi comuni a disposizione dei professionisti. Fra questi, che comprendono i servizi di archivio e deposito al piano interrato e i laboratori specialistici nei piani intermedi, si prevedono una biblioteca e aule per riunioni e convegni, disposti al piano rialzato con accesso indipendente. Il sistema delle attrezzature impiantistiche e degli spazi operatori e le funzioni di servizio sono ricavati dal raddoppiamento in pianta della linea di recinzione, su due lati del lotto.

Qui, nuovi volumi di modesta altezza addossati al lato interno della recinzione realizzano una vera e propria "cintura attrezzata" che fa da sistema connettivo ospedale/citta'. La hall si configura come un ampio spazio pubblico intorno al quale si organizzano i diversi spazi funzionali. L'antica pavimentazione e lo scalone monumentale sottolineano l'unicita' di questa area, tutta dedicata all'accoglienza dei pazienti e delle loro famiglie. Proprio nella ricerca di un piu' umano rapporto con il malato e della equilibrata relazione con il contesto cittadino, la tesi di laurea per l'Ospedale Cotugno di Bari propone, insomma, una sobria e funzionale soluzione di restauro del moderno.

Lucia Maracci

Progettisti

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