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Intervento:

Completamento della sede municipale, realizzazione dell'auditorium e della stazione ferroviaria

Luogo:

Zola Predosa, Bologna

Progettisti:

Claudio Zanirato

Collaboratori:

V. Baroncini, M. G. Campisi, ing. N. Balestri

Strutture:

Ing. P. Vecchi - No Gap Progetti s.r.l.

Impianti:

Meccanico: ing. S. Beltrani
Elettrico: P. I. G. L. Biondi

Commitente:

Comune di Zola Predosa (municipio), A.T.C. S.p.A. (stazione)

Anno di redazione del progetto:

2000 - 2002

Anno di esecuzione:

2003 - 2005

Costo:

1.746.100,00 Euro(municipio), 292.665,00 Euro(arredi e finiture), 960.786,00 Euro(stazione)

Imprese esecutrici:

Consorzio G.P.C. s.r.l. Camporeale (PA), Zaccaria Impianti (TP), Fantozzi snc Ospedaletto (PI), Elle Erre s.r.l. Marsciano (PG), Adani s.r.l. Zola Predosa (BO)

Fornitori:

Gusta FS, Patt Fantoni, Eurosoffitti, Parklex Composites Gurea, Il Pelagio, Viabizzuno, Nuova Frama s.r.l., Talin S.p.A.

Dati dimensionali dell'intervento:

Interni municipio 1.340 mq., esterni municipio 170 mq., stazione 2.400 mq.

 

TRATTO DALLA RIVISTA:

Moderno e multifunzionale
Quando gli spazi si riqualificano diventa importante lanciare un messaggio: un connubio singolare che apre nuove prospettive a Zola Predosa

Uno stile moderno, perfettamente in linea con una citta' in continua evoluzione, simbolo del nuovo che avanza e testimonianza delle radici del capoluogo. Cosi' Bologna e' stata reinterpretata in questo ambizioso progetto che ha avuto come protagonisti la sede municipale di Zola Predosa e la stazione ferroviaria Bologna Vignola, da poco riattivata dalla Provincia come linea metropolitana di superficie.

Inizialmente il progetto, attuazione del Piano Particolareggiato d'Iniziativa Pubblica C7, prevedeva la realizzazione di diversi edifici attigui alla stessa sede, a destinazione pubblica, privata e commerciale: l'abbandono del progetto nella sua prima fase realizzativa ha lasciato il nuovo edificio in uno stato di "rudere Moderno". Questa inversione ha portato ad una diversa interpretazione dello spazio urbano lasciando la sede comunale isolata e di difficile comprensione: il rimedio del P.P.C7 ha voluto dare un senso alle preesistenze e individuare direttrici alternative per la definizione dello scenario.

L'edificio si presenta con due facciate tronche di due ali del municipio, arricchito dall'inserimento di un corpo scala centrale esterno, connesso alla realizzazione di una piazzetta antistante. Una stratificazione degli spazi che unisce i due edifici, portando la possibilita' di nuove sinergie in questa zona, che fortemente necessitava di una riqualificazione. I materiali scelti per l'esterno si votano alla semplicita': dalla pietra al legno, con inserti specchiati, che bene sintetizzano il connubio tra moderno e tradizionale. A colpire sono le forme, che si alternano con una grande semplicita' e naturalezza, per donare alla struttura dinamismo e coerenza stilistica.

I colori si inseriscono nel contesto urbano, lasciando all'edificio la possibilita' di distinguersi con cio' che vi sorge non molto lontano. La stratificazione interna degli spazi ha lasciato alle due strutture, di differente natura, la capacita' di integrarsi in un contesto cosi' singolare. Alla stazione ferroviaria sono stati assegnati alcuni spazi interni alla sede comunale, come la sala d'attesa, quella destinata al capostazione, i bagni e il collegamento verticale: le due banchine, invece, di cui una dotata di pensile di protezione, si pongono tangenti al municipio, collegate ad esso internamente tramite la realizzazione di un sottopasso.

Questo tipo di intervento e' stato affidato all' A.T.C. S.p.A. di Bologna. Lo stile e' minimalista, ma in chiave moderna, con la scelta di forme che guardano al domani e di materiali che si sono consolidati nella tradizione architettonica. Una volta all'interno dell'edificio, nel piano terra, si puo' assistere ad una riconversione degli spazi, precedentemente utilizzati come parcheggio per i veicoli: attualmente e' stato realizzato un sistema di sale audutorium multifunzionali: tra la selva di pilastri e' stata ricavata una grande sala gradinata per spettacoli, una sala intermedia ad uso ridotto ed una terza sala per le attivita' corsali.

I materiali utilizzati all'interno proseguono il trend gia' descritto, con una particolare predilezione per il legno dalle tinte neutre. Il contrasto delle poltroncine e' notevole: il velluto blu, infatti, completa la zona multifunzionale, andando a ricoprire anche i tendoni e rivelandosi uno strumento di modernizzazione dell'intero piano. A completare l'interpretazione dello spazio vi sono le luci: faretti puntati in ogni angolo per dare profondita' alla modernita'. E' un dialogo continuo, simboleggiato anche dalla vicinanza di strutture diverse, chiamate a lavorare in sinergia secondo i progetti dell'amministrazione comunale. Un chiaro esempio di come lo spazio riprogettato e reinterpretato possa aprire nuove strade in maniera concreta.

Marianna Lovagnini

Progettisti

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