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Intervento:

Interior design di locale pubblico in centro commerciale di nuova costruzione

Luogo:

Arma di Taggia, Imperia

Progettisti:

Loft studio

Collaboratori:

Ing. Paolo Macchiavelli, Marco Avella

Commitente:

Verti 2 s.r.l.; Alberto Nattero

Anno di redazione del progetto:

2005

Anno di esecuzione:

2005

Imprese esecutrici:

Elettrostar s.n.c. (impianti elettrici)
Luca Nuvolone (impinato idraulico)
Tonino Catroppa (cartongesso)
Riccardo Il Grande (opere murarie)
Vetreria Panozzo (specchi e cristalli)

Fornitori:

Avella e Cavilli s.n.c. Modema (banco e arredi su misura), Iltec s.r.l. Bologna (pareti e controsoffitti luminosi - barrisol), Franchi sedie s.r.l. Bologna (tavoli e sedie), Ceramiche Sant'Agostino (pavimenti)

Progetto:

Mirco Macciantelli e Marco Macchiavelli

 

TRATTO DALLA RIVISTA:

Spazio di luce
L'intervento di interior design in un bar dalla difficile collocazione per sperimentare un cocktail di materiali, cromatismi e suggestioni percettive

L'intervento di interior design realizzato da Mirco Macciantelli e Marco Macchivelli di Loft Studio, rinomato studio di architettura bolognese, risponde a due esigenze immediatamente percepibili: visibilita' e attrazione. Come raccontano i protagonisti, la proposta di creare il Rouge Cafe' in un centro commerciale di nuova costruzione nella citta' di Arma di Taggia, Imperia, non aveva nessun vantaggio: i tempi ristretti – all'incirca una settimana -, le dimensioni ridotte del locale – 68 mq – e la sua posizione, a dir poco sfavorevole, sotto la scala mobile che conduce al primo livello della struttura.

Ma la consapevolezza di poter garantire un buon risultato tramite un uso diacritico, percettivo e accattivante di determinati materiali ha permesso di realizzare un ambiente definito e completo. L'occasione, quindi, da problematica diventa strategica; e il piccolo vano uno spazio dove far interagire, in maniera ottimale e puntuale, progettualita', competenza, immediatezza e anche ironia.

Per la posizione occupata, lo spazio risultava particolarmente buio e ovviamente 'invisibile' ai passanti. Da qui nasce l'idea di rendere il locale impossibile da non vedere e, di conseguenza, accattivante e stimolante. Tanta luce, materiali essenziali, linee sobrie e pulite, elementi d'arredo di design e una parete che attiri e travolga l'attenzione. Questi gli ingredienti del mix Rouge Cafe'.

Costruito essenzialmente dalla luce, riflessa, diffusa e puntuale, lo spazio si definisce con un controsoffitto retroilluminato realizzato con star traslucido, un telo di materiale ignifugo ed impermeabile che diffonde la luce rendendo immediatamente lo spazio ampio e dilatato, con il vantaggio anche di coprire le condotte degli impianti e la parte finale della scala mobile. Lo stesso materiale laccato rosso e' utilizzato anche per la parete con affaccio verso l'esterno che, arricchita da grossi cilindri retroilluminati e aggettanti, costruisce la quinta scenica diventando il vero fulcro di attrazione, impossibile da non notare, prima per il carattere cromatico, un rosso intenso che cattura, e poi per il design degli oblo' luminosi, allegro, giovane, irresistibilmente pop.

A questo primo connubio progettuale costituito da design e contingenza formale del volume, si unisce il desiderio di andare ulteriormente ad agire sullo spazio, e ancora una volta sono i materiali a strutturare il concept. Posto specularmente alla parete rossa, il banco bar viene realizzato con l'intero frontale in specchio – affinche' i confini del locale si dilatino ulteriormente – e il piano di servizio in marmo bianco di Carrara, con un taglio di forte spessore; mentre nel banco della tavola fredda l'inverso, specchio nel piano e marmo nel frontale.

A questo punto tutto e' definito. Il bar ha il carattere giusto per essere completato da pochi altri dettagli, come il pavimento realizzato con un gres porcellanato nikel, e i complementi d'arredo, costituiti essenzialmente da sedie in acrilico trasparente e tavolini in acciaio e cristallo. Fine. Il progetto e' compiuto. Lo spazio buio e' diventato un bagno di luce; il disegno sghembo in pianta e' stato trasformato in un palco; e la mancanza di punti di forza viene sopperita con ingredienti quali l'ironia, il gioco e il dinamismo cromatico. E' cosi', che il desiderio di creare – piu' che attribuire – dignita' ad uno spazio cosi' limitato si raggiunge tramite la sola giustapposizione di pochi elementi, non complementari, che agiscono su ambiti diversi – spazio, luce, forma – per dare un senso a cio' che prima non esisteva.

Francesca Pieroni

Progettisti

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