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Intervento:

Primo premio del concorso europeo di progettazione in due fasi 'Riqualificazione asse via Moranti via Paterlini'

Luogo:

Reggio Emilia

Progettisti:

Alice Ruggeri, Carlo Mezzino, Pietro Peyron

Commitente:

Comune di Reggio Emilia

Graphic Designer:

Matteo Guidi

Anno di redazione del progetto:

2005

 

TRATTO DALLA RIVISTA:

Il verde in citta'
Un progetto di riqualificazione incentrato sull'impiego di componenti vegetazionali che porta al centro di Reggio Emilia

Ci sono alcune piante che, messe a dimora in un angolo del giardino, dopo un po' le trovi che si sono moltiplicate fino a occuparlo tutto. A prima vista sembra che la stessa cosa potrebbe un giorno succedere a Reggio Emilia, per opera del progetto di riqualificazione di via Morandi e via Paterlini, vincitore del concorso europeo di progettazione in due gradi bandito dal Comune. Sul tracciato viario, asse dell'intervento, sono disseminati germogli di natura pronta a invadere la citta'.

Ma e' solo una suggestione, questa, perche', a ben vedere, il progetto elaborato dal gruppo costituito dagli architetti Alice Ruggeri, Carlo Mezzino e Pietro Peyron e' invece ben governato nel suo svilupparsi, disciplinato, come e', da regole necessarie e scandito da un calendario inderogabile. In effetti, qui i tempi della natura - le stagioni vegetative e i tempi di accrescimento degli alberi - sono coordinati con quelli della citta' - aree edificabili che saranno occupate da nuove costruzioni - a regolare le fasi di trasformazione del disegno e delle quinte urbane offerte alla percezione di chi percorre la lunga strada di scorrimento.

L'area di progetto si sviluppa nelle aree prospicienti alle vie in oggetto, arterie di traffico rilevanti che dalla periferia entrano in citta' attraversando le volute di molte rotatorie, il sottopasso della ferrovia per arrivare fino al parco del Popolo e giungere nel centro cittadino. L'idea di riqualificazione si estrinseca in un'infrastruttura paesaggistica sovrapposta alla citta', combinazione di due elementi vegetazionali strutturanti: filari di pioppi cipressini e macchie di vegetazione ripariale.

La struttura portante che ne deriva si compone e si relaziona con altre componenti di progetto sussidiarie: fasce di praterie fiorite, riporti di terra con funzione di protezione acustica e barriera visiva, una rete di percorsi pedonali e ciclabili, il sistema dei parcheggi. Il progetto/processo, in risposta alle esigenze di gestione espresse dal Comune, si suddivide in stralci e si sviluppa in fasi: i primi frazionano il territorio oggetto del concorso in aree omogenee, le altre rappresentano la scansione della trasformazione in tre diversi momenti. Nella prima fase si predisporranno, a tratti, interventi caratterizzanti e riconoscibili per conferire da subito unitarieta' al disegno e introdurre, nel dialogo delle diverse aree, ciascuna fortemente specializzata dal punto di vista funzionale, un "vocabolario" comune.

I nuclei di vegetazione cosi' costituiti saranno connessi e integrati, nelle successive fasi, proprio grazie alla predisposizione, in loco, di vivai gia' previsti dal progetto. Nella configurazione ultima, la citta' e' quasi "rivestita" dal nuovo paesaggio sovrapposto. La campagna emiliana appena lasciata alle spalle rientra in campo, come se permeasse da invisibili pori della trama urbana. E' nelle planimetrie che comprendiamo meglio la forma di questa riappropriazione, la' dove mostrano l'evoluzione della riqualificazione nel tempo. Qui, intorno al tracciato della lunga arteria di scorrimento, si sviluppano e si dilatano forme organiche in evoluzione. La strada sembra un fiume i cui argini siano invasi, anno dopo anno, da una vegetazione spontanea che inesorabilmente risale i fossi affluenti e conquista il suo spazio.

I filari di pioppi alternati alle praterie, invece, riconducono alla logica ordinata della scansione rurale: disposti secondo le direttrici prevalenti della matrice preesistente, ripropongono un elemento paesaggistico tipico della campagna emiliana. Clorofilla e squadra, l'energia biologica e' addomesticata dalla cura ragionevole dell'uomo: le due forze creatrici si conciliano in questo progetto che scompiglia il confine fra artificio e natura.

Lucia Maracci

Progettisti

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