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Intervento:

Spazio polivalente Metropol Dolce&Gabbana

Luogo:

Milano

Progettisti:

+ ARCH srl

Progetto:

Francesco Fresa, German Fuenmayor, Gino Garbellini, Monica Tricario

Collaboratori:

Cristina Castelli, Laca Lazzerotti, Magali Roig Liverato, Andrea Palaia

Strutture:

Filippo Valaperta, FV Progetti snc

Impianti:

Andrea Zanotti, GTEC sas

Progetto:

Arredi mobili: Studio Laviani
Progetto acustico: Sergio Moranti

Graphic Designer:

Andrea Lancellotti e Michela Tozzini

Commitente:

Dolce&Gabbana srl

Anno di redazione del progetto:

Ottobre 2004

Anno di esecuzione:

Gennaio 2005 – settembre 2005

Imprese esecutrici:

SICE PREVIT SpA (edilizia), IT Impianti Tecnologici srl (impianti meccanici), ELTEKNICA srl (impianti elettrici)

Fornitori:

Arredi: Grazi Cristalli srl, Battaglia srl, Tagliabue
Facciata: Grazi Cristalli srl, GSI Serramenti, Progetto Impresa srl
pietra basaltina: A. e L. Croci srl
apparecchi illuminanti: Barovier & Toso, IT Frames, Viabizzuno

Dati dimensionali dell'intervento:

3300 mq

 

TRATTO DALLA RIVISTA:

Non solo fashion
Da cinema di quartiere anni Quaranta a tempio del glamour milanese

A chiudere il cerchio di questa escursione griffata Dolce&Gabbana, ecco infatti lo spazio polivalente Metropol, a pochi passi dalla maison di via Goldoni.

La fascinazione che il mondo della moda ha sempre avuto per il cinema – e forse vale anche il viceversa? – si traduce qui nel felice incontro fra una vecchia sala della fine degli anni Quaranta, nel centro di Milano e la nuova luce che la ribalta delle sfilate del brand accendera' negli spazi completamente rinnovati.

E' ancora la +ARCH a firmare il progetto. Il Metropol - il nome e' rimasto a raccontare un pezzo di storia urbana - si e' trasformato in un contenitore dedicato non solo al grande teatro dei defile'e, ma al piu' variegato pubblico di eventi culturali di grande richiamo per la citta' di Milano.

L'irresistibile sodalizio di Domenico Dolce e Stefano Gabbana ha tutta l'intenzione di lasciare un segno, al di la' della dimensione dell'effimero avvicendarsi di stagioni autunno/inverno e primavera/estate, a beneficio di questa Milano che li ha visti esordire nel '85 come giovani talenti della moda.

La storica sala cinematografica, che ospito' addirittura la Callas e il coro della Scala per la registrazione della Norma di Bellini, deve aver stuzzicato l'immaginazione dei due stilisti, che la hanno voluta come palcoscenico per le loro sfilate piu' esclusive.

L'interno e' stato completamente rivisitato, realizzando uno spazio unico polivalente di mille metriquadri, sovrastato da tre ballatoi che vi si affacciano come dalla galleria di un teatro. La struttura della sala e' realizzata con grandi archi alti quindici metri.

Entrare e' come proiettarsi in una vertigine: uno spazio completamente nero che risucchia la luce e i punti di riferimento e lascia soli con l'evento che si sta consumando sulla passerella. Qui, per la folla di addetti ai lavori e pubblico estasiato, si e' scelto un pavimento industriale, rigorosamente antracite, sulle balconate i bagliori del vetro nero.

E le costolature delle travi curvate illuminate dal basso danno l'ebbrezza di trovarsi in un'astronave interstellare. Che poi le stelle siano dentro, qui, sulla passerella a sfilare, o tra il pubblico a cercare con gli occhi il lampeggiare di un flash poco importa: nel ventre della macchina da spettacolo, l'emozione dell'evento si addensa sul pubblico.

Che poi, tecnicamente l'edificio funziona davvero come una macchina: attrezzature e impianti speciali consentono una molteplicita' di utilizzi, realizzando la flessibilita' necessaria ad accogliere eventi diversi. Sulla sala affaccia la sala regia, da cui si muovono i fili dello spettacolo.

Aperto su un giardino mediterraneo interno, anche il piano semi interrato, che ospita le funzioni d'appoggio e servizio alla sala polifunzionale, e' illuminato e sfruttato per gli spazi di appoggio e di servizio. Oppure, grazie alla versatilita' dell'organizzazione spaziale, anche a mostre temporanee e incontri.

Durante le sfilate saranno qui gli spogliatoi, la sartoria, il catering, il trucco... e le modelle e i modelli piu' pagati del mondo. Allora, se pensate di andare a caccia di scoop, vi ritroverete nell'atrio dell'edificio collegato alla sala sfilate da una scalinata. Le salette interviste si aprono al primo piano su viale Piave, al secondo le zona riservata di rappresentanza.

Qui piu' che negli altri progetti l'irriverenza dello stile Dolce&Gabbana si manifesta con l'uso assoluto e senza pentimenti del nero in ogni sua declinazione. Il soffitto dell'ingresso – total black, ovviamente - e' incrostato di piccoli lucernai dorati. La pietra nera-basaltina, levigata e posata in modo da far risaltare la consistenza della roccia, riveste i pavimenti.

Alle pareti vetro verniciato di nero e, ospiti d'onore, i grandi lampadari in vetro di Murano di Barovier & Toso. Sulla strada, a far compagnia agli ammiratori senza accredito, la grande insegna Metropol, in aggetto dalla facciata ridisegnata con un rivestimento in lame di acciaio.

Deformate plasticamente con una mezza torsione, raccolgono e riflettono la tenue luce dell'ecosistema metropolitano, come foglie orientate al sole del successo.

Lucia Maracci

Progettisti

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