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Concorso:

Il vincitore Dominique Perrault per
Consorzio Cooperative Costruzioni Modena
Marcora Costruzioni SpA
Pessina Costruzioni SpA

Progettisti:

Dominique Perrault Architecture

Progetto:

Giovanna Chimeri (responsabile del progetto), Francesca Becchi, Antonio Bergamasco, Francesco Cazzola, Ryo Chosokabe, Kotaro Horiushi, Enrico Martino, Cyril Emanuel Issanchou, Cyril Lancelin, Gae'lle Lauriot-Pre'vost, Takayuki Kamei, Shigeki Maeda, Elena Martinez Caraballo, Yves Moreau, Miza Mucciarelli, Je'ro'me Santel, Yukiko Yamakawa, Francesco Forcella (stage), Ilaria Zippilli (stage)

Modelli:

Patrice Dubois

Consulenti:

Luca Bergo

Collaboratori:

Francesca Calda, Roberta Favia, Marisa Bogetti
Angelo Lucchini, BEST, Politecnico di Milano (facciate ventilate)
Paul Daniel Marion, Marion Consulting (facciate)

Strutture:

Enrico Rocchi, Domenico Insinga
POOLMILANO Architetcture & Engineering

Impianti:

Giovanni Li Calzi, Bruno Cairoli, Enrico Sorri
SINESIS Engineering Consulting

Progetto:

Capogruppo: CCC Consorzio Cooperative Costruzioni, Bologna
Mandanti: Martora Costruzioni, Milano, Pessina Costruzioni, Milano

Imprese esecutrici:

CMB Cooperativa Muratori e Braccianti

Dati dimensionali dell'intervento:

15 500 mq superficie del sito; 23 800 mq superficie da costruire

Costo:

34 000 000 Euro

 

TRATTO DALLA RIVISTA:

Segni nel territorio dell'eccellenza
Con il progetto di due torri inclinate, Dominique Perrault vince il concorso per il complesso alberghiero della Nuova Fiera di Milano

Due torri a pianta quasi quadrata, accostate e inclinate di cinque gradi, bicolori, alte 70 metri, per un totale di trecentonovantotto camere disposte su diciotto piani. Questi sono i numeri dei due futuri Hotel Jolly del Nuovo Polo Fiera. Noto per aver firmato la monumentale Biblioteca Nazionale di Parigi, oltre ad alcuni tra i piu' prestigiosi edifici istituzionali europei, Perrault ha puntato sul sistema di riferimenti che la sua opera viene a formare con gli assi del quartiere espositivo e il suo territorio.

La scelta primaria dell'architetto francese e' quella di inclinare una torre in direzione di Milano e l'altra verso il centro della fiera. Nello sviluppare il tema dell'orientamento, la massima importanza e' data alla posizione del lotto rispetto alle direttrici del complesso della fiera. I due alberghi costituiscono, infatti, lo sfondo del cortile d'onore creato dall'arretramento del Centro Congressi rispetto al filo dei padiglioni.

L'area si trova inoltre sull'asse di simmetria di tutto il quartiere, ossia la direttrice nord–sud, e percio' nelle immediate vicinanze del suo nucleo centrale. Questo, a sua volta, sorge in prossimita' dell'intersezione tra la suddetta linea e il chilometrico percorso coperto dalla grande onda di Fuksas, orientata da est verso ovest. Anche all'interno del lotto le due torri tendono alla creazione del sistema d'orientamento.

La propria posizione risulta infatti sfalsata lungo entrambi gli assi della fiera, in maniera per cosi' dire diagonale. Sulla sommita' dei due edifici, gli stessi mirador, spazi panoramici destinati all'incontro e alla gastronomia, sono orientati verso il cuore del polo espositivo, complessificando il gioco delle pendenze. Alla creazione di questo sistema contribuisce anche la separazione degli accessi agli alberghi, dedicati ai pedoni, all'arrivo di taxi e pullman, ai parcheggi.

Inoltre, l'indipendenza della tettoia, composta di lunghi elementi lineari e scalati in altezza, permette di collegare la fiera non direttamente agli alberghi, quanto piuttosto al parco in cui questi si inseriscono in maniera puntuale. L'ingresso pedonale e il percorso coperto si intersecano senza fondersi, valorizzando cosi' la presenza del e nel verde. E' da notare come si tratti dell'unica delle proposte in gara ad aver affrontato questo aspetto.

I materiali contribuiscono alla chiarezza degli elementi che formano il complesso. La copertura delle tettoie e' in vetro semitrasparente. Lo stesso materiale riveste invece completamente gli accessi ai due alberghi, le cui torri spiccano al contrario per la scelta del loro rivestimento del tutto opaco: marmo bianco di Carrara per i lati orientati a sud e ovest, e nero di Nesala per quelli meno esposti di nord ed est.

Di nuovo, il ruolo di bussola delle due torri torna anche nella declinazione cromatica delle facciate. Non deve pero' trarre in inganno l'uso di un materiale cosi' massiccio. La cortina marmorea e' infatti perforata da un gioco quasi stellare di finestre. Le diverse dimensioni aumentano l'effetto quasi casuale delle aperture. Non e' difficile, quindi, immaginare l'effetto che la presenza dei due monoliti pendenti sara' in grado di raggiungere nel territorio.

Di giorno le torri si staglieranno nette ma aeree e luminose nella pianura lombarda. Di notte, invece, tenderanno a presentarsi come lanterne nell'ampiezza dello spazio metropolitano, identificando con immediatezza il luogo ed il suo rilievo nel paesaggio. Dal punto di vista funzionale, il progetto garantisce una certa liberta' di movimento e di scelta tra fiera, parco, e strutture ricettive. Queste ultime risultano autonome l'una dall'altra e sono state progettate per essere in grado di ospitare bar, brasserie, ristoranti, sale banchetti e sale riunioni.

Flavio Venturelli

Progettisti

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Disegni e rendering