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Luogo:

Milano

Progettisti:

ARASSOCIATI Studio di Architettura, ARCHEA Associati

Progetto:

Marco Brandolisio, Giovanni da Pozzo, Massimo Scheurer, Michele Tadini, Laura Andreini, Marco Casamonti, Silvia Fabi, Gianna Parisse, Giovanni Polazzi, Massimiliano Giberti

Collaboratori:

Chiara Mangiarotti, Pietro Porro, Simona De Capitani, Luca Barbati, Annalisa Castorri, Sara D'Addario, Annunziata Del Monaco, Davide di Franco, Alessandro Gazzoni, Aldo Giacchetto, Francesco Giordani, Eleonora Grassi, Gabriele Pinca, Francesco Renieri, Mario Romano, Pier Paolo Rossi

Consulenti:

Per la normativa edilizia alberghiera, Vilma Baccheschi

Strutture:

Massimo Majowecki - Studio Tecnico Majowecki Bologna, Studio di Ingegneria Guenzani Gallarate

Impianti:

Ennio Menotti, Riccardo Rossi, Nerio Nadiani - Studio TI Rimini

Progetto:

Sistemazioni esterne: Atelier Girot Zurigo
Impresa: Baldassini - Tognozzi - Pontello SpA Firenze

 

TRATTO DALLA RIVISTA:

Segni nel territorio dell'eccellenza
Un totem come legame con il territorio. Questo il progetto Archea e Arassociati

Con i suoi cinque studi sparsi tra Italia e Pechino, gli Archea sono una realta' consolidatasi rapidamente nel panorama architettonico italiano. Il loro e' un approccio che punta sempre alla rilettura delle trame di significato che sottendono ad un progetto. Non a caso uno dei loro lavori piu' importanti e' l'installazione dei giganteschi spezzoni di tubi in metallo ossidato che hanno collegato idealmente, in occasione di una passata edizione della Biennale d'Arte, l'accesso all'esposizione veneziana con altri luoghi significativi della produzione artistica.

Ancora piu' recente ed esemplare, in questo senso, e' il noto e ambizioso progetto per il complesso produttivo delle Cantine Antinori, inserito nel paesaggio delle colline toscane. Le guglie gotiche del duomo di Milano che si materializzano tra i vapori della piana lombarda, sospese tra terra e cielo e' invece, nel caso del concorso per i due alberghi della nuova fiera milanese, la suggestione che ha ispirato il lavoro congiunto di Archea e Architetti Arassociati.

Lo sviluppo dell'idea progettuale e' avvenuto attraverso un processo di rigorosa riduzione. La pura essenza architettonica affiora da una graduale e costante semplificazione della complessa rete di significati che le torri d'albergo assumono rispetto alla nuova fiera di Rho - Pero, nonche' alla sua presenza nel territorio. E' grazie alla aspirazione verso l'essenza delle cose che, al termine del percorso ideativo, riemergono i richiami all'identita' architettonica e culturale del contesto milanese, alla sua storia e alla sua attualita'. Il radicamento nel luogo avviene in questo caso definendolo per astrazione.

Il risultato e' un totem a - scalare e stereometrico, per usare le espressioni scelte dai progettisti nel definire la propria proposta. Perfettamente concluso in se' e definito, esso tende a costruire un legame continuo e permanente non solo con la cattedrale gotica ma, tra i vari riferimenti, anche con il razionalismo lombardo degli anni Trenta. Nel raggiungere il complesso si avvertirebbe una sensazione di vera e propria accoglienza. Questo e' l'effetto voluto, raggiunto attraverso un processo di serigrafazione del vetro, unico materiale scelto per il rivestimento.

Le superfici vetrate avvolgono percio' i volumi delle torri, andando a creare un'allusione esplicita al calore e alla morbidezza di un tessuto. "Il disegno come un richiamo", sostengono Archea e Arassociati, "traccia finemente i vetri alleggerendosi fino a scomparire nel cielo, il decoro rende le torri preziosi scrigni, che si colorano d'oro e d'argento imitando preziosi metalli istoriati, preziose trine provenienti da altri luoghi lontani".

Dalla pelle serigrafata traspare un'immagine baluginante del contenuto dei due corpi verticali. Ma la sensazione di scoperta meravigliosa avviene anche in senso inverso. Dall'interno delle torri, l'immagine della citta' e delle sue luci lontane si ricompone attraverso i motivi arabescati. Sospeso tra l'aria, l'acqua e il terreno, questo complesso risolve quindi in se' il problema della necessaria presenza di una cerniera tra fiera e regione metropolitana.

L'intera ispirazione poetica del progetto si struttura concretamente in pochi elementi fondamentali dal punto di vista distributivo e funzionale. Le due torri vetrate si inseriscono infatti in un basamento cementizio che ospita i servizi comuni della struttura ricettiva. Si tratta di una piastra funzionale ideata come piazza, in grado di fare da pendent a quella d'accesso alla fiera.

Quest'ultima e' collegata da un sistema di passaggi coperti d'andamento sinuoso. Realizzate con l'impiego di travi reticolari spaziali, queste passerelle superano anche le luci piu' severe imposte loro dal sovrapporsi con il sistema stradale della fiera.

Progettisti

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Disegni e rendering